28 aprile 2026 – ore 11:30 – Oggi, 28 aprile, s’intrecciano due ricorrenze dal forte valore civile e sociale: la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Due appuntamenti che, a pochi giorni dalla Festa dei lavoratori e delle lavoratrici, richiamano l’attenzione su un tema sempre attuale: la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, una sfida ancora aperta che coinvolge istituzioni, imprese e cittadini nella promozione di ambienti sicuri, salubri e rispettosi della dignità delle persone. In questa prospettiva si inserisce la Giornata dedicata alle vittime dell’amianto, nata per commemorare chi ha pagato con la vita o con la malattia l’esposizione, spesso in ambito lavorativo, a questa sostanza. L’obiettivo principale è quello di ricordare per prevenire: ricordare le vittime di patologie asbesto-correlate come il mesotelioma, spesso diagnosticato a distanza di decenni, e allo stesso tempo rafforzare l’impegno verso la ricerca scientifica e la bonifica dei territori ancora contaminati.
In Italia, l’uso dell’amianto è stato vietato nel 1992, ma le conseguenze di un passato industriale profondamente segnato da questa sostanza continuano a emergere con forza. I dati confermano la portata del fenomeno: in Italia, le vittime annuali sono circa 7mila, mentre negli ultimi dieci anni si contano circa 60mila decessi e circa 10mila nuovi casi di malattie asbesto-correlate ogni anno, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. A livello globale, si stimano oltre 200mila decessi ogni anno. Ciò che colpisce è che, nel tempo, i dati si mantengono pressoché invariati, a conferma di una criticità ancora irrisolta. Anche il Friuli Venezia Giulia continua a fare i conti con l’impatto dell’amianto: tra il 1995 e il 2025 sono stati registrati 1.574 casi di mesotelioma pleurico e 128 di mesotelioma peritoneale, con una forte incidenza nelle aree di Trieste e Gorizia, storicamente legate all’industria cantieristica, ove sono localizzati i due terzi dei casi totali. Numeri che raccontano una tragedia silenziosa, fatta di esposizioni spesso inconsapevoli e diagnosi tardive: nell’80% dei casi di mesotelioma pleurico e nel 77% dei casi di mesotelioma peritoneale, la diagnosi arriva dopo i 65 anni. Ad essere colpiti sono soprattutto gli uomini, che rappresentano rispettivamente l’85% e il 70% dei casi: tuttavia, anche le donne, esposte prevalentemente in ambito domestico o familiare, sono a rischio.
Il Friuli Venezia Giulia partecipa alla Giornata del 28 aprile con diverse iniziative di sensibilizzazione e commemorazione. A Staranzano, alle 18, il Comune organizza nella Sala San Pio X il concerto “Memorie d’aria”, introdotto da Maria Dolores Ferrara, con la partecipazione dell’attore Manuel Buttus e di alcune musiciste del Conservatorio Tartini di Trieste. A Monfalcone, invece, alle 18.30 è prevista la deposizione di una corona al monumento di piazzetta Esposti Amianto, luogo memoria cittadina. Più che una semplice commemorazione, il 28 aprile rappresenta un richiamo concreto alla responsabilità collettiva: alla memoria e alla sensibilizzazione devono affiancarsi azioni e soluzioni tangibili, capaci di promuovere concretamente la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini.
Articolo di Benedetta Marchetti


