26.03.2026 – 18.00 – Passando per la Stazione Centrale dei treni di Trieste, potrebbe capitare di essere attirati da colori vivaci, grafiche pop e volti familiari. Si tratta del nuovo allestimento presentato ieri sera da Confartigianato Trieste, che ha reinventato lo spazio espositivo “Artigiani fuori dai binari” in stazione per offrire una vetrina sulla città di Trieste a pendolari e viaggiatori. Da lontano si distinguono degli oggetti d’uso comune e pannelli con un testo rinchiuso in una vignetta. Avvicinandoci incominceremo a riconoscere persone, locali, attività che potrebbero essere già noti a chi frequenta la città. Noteremo infine che sono tutte donne, dall’età e dai mestieri più disparati. Sono 23 le imprenditrici – tre goriziane e due slovene – di cui Confartigianato ha raccolto le storie e a cui ha lasciato lo spazio per raccontarsi.
“La mostra ‘WOWomen – Imprenditrici che trasformano il quotidiano in realtà’ esalta l’imprenditoria femminile – spiega Sara Olivieri, che ha curato la mostra dalla sua ideazione alla realizzazione – e espone donne legate a settori diversi, ma unite da un’unica forza: trasformare un sogno in realtà artigiane. Il tessuto sociale della città è costituito anche da loro, che hanno creato realtà che non sono solo imprese individuali, ma spazi in cui operano dipendenti e intere famiglie”.
La creatività femminile che plasma ogni giorno il territorio si trova nella pasticceria Charlotte, aperta nel 2018 da Carlotta Mennuni per portare a Trieste “la raffinatezza della tradizione francese e nord europea”. Si trova nell’orologeria e gioielleria Rolli Poniz, dove ogni giorno Laura Poniz porta avanti l’attività di famiglia, vedendo nell’arte orafa un modo per esprimere le proprie emozioni e passioni.
Essere donna per alcune significa anche essere mamma: Elena Pregarz lo omaggia racchiudendo nella sua attività, “Giodì – Servizi di Pulizia” i nomi dei due figli, Giovanni e Diana, che sono “tutta la motivazione che la guida ogni giorno”. E ancora, viene raccontata Dejana Mandic, fondatrice di DART, che combina ricerca, cura e passione nel lavorare il legno. Fin da giovanissima lavora come i mobili vintage, li restaura, dona loro nuova vita e li spedisce in tutta Italia.
Si può scoprire, o approfondire se si conoscevano già, le storie e le attività di queste donne – e molte altre donne – anche solo passando davanti alla vetrina: non ci vuole molto, basta qualche minuto, uno sguardo ai volti, una lettura dei testi, prima di uscire dall’edificio e trovarsi in una città viva e movimentata, dove loro giocano un ruolo attivo.
[a.c.]


