20.03.2026 – 9.00 – La Società per la preistoria e la protostoria della Regione Friuli Venezia Giulia – Odv rinnova il proprio impegno nella divulgazione scientifica con un programma articolato e ambizioso, sviluppato nell’ambito di una convenzione triennale con il Comune. Un’intesa che nasce dalla volontà condivisa di promuovere e valorizzare gli studi sull’archeologia preistorica e protostorica, ambito di grande rilevanza anche per il patrimonio conservato nei Musei Civici di Trieste.
La presentazione ufficiale si è svolta nella Sala Giunta del Comune, alla presenza dell’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo Giorgio Rossi, insieme ai funzionari dei Musei Scientifici Patrizia Fasolato e Anna Longo, e al presidente della Società Paolo Paronuzzi. Un momento che ha sottolineato la continuità della collaborazione ed anche la sua evoluzione in una prospettiva futura.
L’obiettivo principale del programma è ampliare la conoscenza della preistoria, favorendo il dialogo tra territori e comunità scientifiche del Friuli Venezia Giulia, del Nord Italia e della vicina Slovenia. Come evidenziato dall’assessore Rossi, i risultati ottenuti negli ultimi anni testimoniano una crescita significativa dell’offerta culturale cittadina, capace di attrarre pubblico e stimolare interesse. La convenzione, ha sottolineato, rappresenta uno strumento consolidato ma al tempo stesso dinamico, che sa rinnovarsi autonomamente e rafforzarsi nel tempo.
Sulla stessa linea, Patrizia Fasolato ha ribadito quanto consente questa collaborazione, ossia di sostenere economicamente le attività associative, ma anche di mettere a sistema competenze e risorse, rendendole accessibili alla collettività. Tra le iniziative più significative spicca la gestione di una biblioteca specialistica, ospitata presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, che sarà progressivamente catalogata e integrata nel Sistema Bibliotecario Giuliano, ampliando così le possibilità di consultazione per studiosi e appassionati.
Il presidente Paronuzzi ha posto l’accento sul valore della cultura come strumento di crescita collettiva, sottolineando come il sostegno delle istituzioni rappresenti un investimento concreto nella qualità della vita cittadina. Il programma 2026 si distingue infatti per la sua ampiezza e varietà, a partire da un ciclo di otto conferenze che vedranno la partecipazione di studiosi provenienti dal mondo accademico e museale italiano e sloveno.
Gli incontri affronteranno temi di grande interesse, spaziando dai castellieri studiati da Carlo Marchesetti alla preistoria della Valle Camonica, fino alle testimonianze archeologiche della Slovenia sud-occidentale e al santuario paleoveneto di Altino. Non mancheranno approfondimenti sul territorio locale, come le nuove indagini sul colle di San Giusto, che contribuiscono a ricostruire le fasi più antiche della storia di Trieste.
Accanto alle conferenze, ospitate sempre presso il Museo Civico di Storia Naturale con ingresso gratuito, il programma prevede anche visite guidate sul territorio, pensate per avvicinare un pubblico più ampio ai siti archeologici del Carso e delle aree limitrofe, comprese Slovenia e Istria. Un modo tangibile e diretto per trasformare la conoscenza teorica in esperienza vera e propria, valorizzando il legame tra ricerca e territorio.
Un altro tassello importante riguarda la catalogazione degli oltre 5.000 volumi della biblioteca della Società, un patrimonio di grande valore che diventerà progressivamente accessibile grazie all’integrazione nel sistema bibliotecario locale. A questo si affiancherà la realizzazione di un sito internet dedicato, pensato per rafforzare la comunicazione e la diffusione delle attività.
Particolarmente significativo è anche il progetto dedicato a Carlo Marchesetti, figura centrale per la storia scientifica triestina, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della morte. In collaborazione con istituzioni come il Museo d’Antichità J.J. Winckelmann e la Biblioteca Civica Attilio Hortis, verranno organizzati eventi pubblici per celebrarne l’eredità di archeologo, botanico e direttore museale.
Il fitto programma di “Preistoria 2026” si delinea come un percorso culturale ampio e inclusivo, che sa coniugare rigore scientifico e divulgazione, e così rafforzare il ruolo di Trieste come punto di riferimento per gli studi preistorici nell’area adriatica. Un’iniziativa che guarda al passato per costruire consapevolezza nel presente e progettualità per il futuro.


