14.03.2026 – 13.30 – La Lega anti vivisezione (Lav) inaugura una campagna nazionale per chiedere allo Stato di abbassare l’Iva su cibo per animali e spese veterinarie: i banchetti con informazioni e raccolta firme saranno presenti anche a Trieste, oggi in via delle Torri in orario 10-18, e domani nella sede associativa di via Donizetti 5/A in orario 10-13. L’iniziativa ritornerà anche nel fine settimana successivo, 21 e 22 marzo. «Il 40,5% delle famiglie italiane vive con almeno un animale», si legge in un comunicato stampa: «Eppure oggi la cura di cani e gatti è ancora fiscalmente trattata come un bene di lusso poiché l’Iva su cibo per animali e prestazioni veterinarie è al 22%. La stessa prevista per beni non essenziali. In un contesto di crescente difficoltà economica, ciò sta producendo effetti concreti. Secondo il Rapporto Italia Eurispes 2025, lo scorso anno il 23% dei connazionali ha rinunciato ad accogliere un nuovo animale per motivi economici e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio animale. Le spese per alimentazione e cure veterinarie incidono in modo significativo sui bilanci familiari, con il rischio di rinunce alle cure, di abbandoni e conseguente aumento del randagismo». Su queste basi Lav lancia la campagna intitolata “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi. La cura e il cibo non sono un lusso”. In particolare la campagna chiede: l’abbassamento dell’Iva sul cibo per animali dal 22% al 5%, dunque come quella sull’alimentazione umana; l’azzeramento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie, come già accade per le cure mediche umane; il rafforzamento e l’estensione di servizi di veterinaria sociale sul territorio nazionale.
«La convivenza con cani e gatti non dovrebbe essere un privilegio per chi se la può permettere», commenta Alessandra Ferrari, responsabile Animali Familiari Lav. A supporto della campagna, Lav presenterà il 17 marzo a Roma uno studio realizzato da Ref Ricerche sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, in cui si analizza anche uno scenario di riduzione dell’Iva su pet food e prestazioni veterinarie, valutandone gli effetti economici e le possibili coperture. Conclude Ilaria Innocenti, responsabile Rapporti Istituzionali Lav: «Chiediamo al governo di farsi carico del problema. Le cure veterinarie sono a tutti gli effetti prestazioni di pubblica utilità. Impattano sulla salute pubblica. Si pensi a prevenzione e cura di patologie come ad esempio la leishmaniosi, un’antropozoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo. L’attuale livello impositivo rappresenta un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchia il carattere essenziale di questi beni e servizi. In Italia esistono proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e opposizione, per ridurre l’Iva su alimenti e cure veterinarie, istituire una medicina veterinaria di base gratuita per cani e gatti di famiglie non abbienti, aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie. L’iter di approvazione va avviato con urgenza per garantire più equità, giustizia sociale e accesso alle cure».
[l.g.]


