23.03.2026 – 8.30 – La 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera si è chiusa in Friuli Venezia Giulia con un entusiasmo che ha superato ogni aspettativa, confermando anche quest’anno l’attrattività di un’iniziativa che riporta alla luce i tesori nascosti del territorio. In un fine settimana che ha trasformato otto Comuni in un grande museo diffuso, circa 13.000 visitatori hanno varcato le soglie di luoghi solitamente inaccessibili, seguendo il desiderio di esplorare un patrimonio che rimane spesso lontano dai riflettori. Trieste, Mossa, Udine, Premariacco, Torviscosa, Villa Santina, Polcenigo e Pordenone hanno accolto curiosi di ogni età, pronti a lasciarsi coinvolgere da storie, architetture e paesaggi custoditi e raccontati con cura. Tra le aperture più apprezzate spiccano la Prefettura di Trieste, che ha sfiorato le 1.500 presenze, e due gioielli di Polcenigo: Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro e Palazzo Scolari-Salice, entrambi capaci di richiamare oltre un migliaio di visitatori. Proprio Polcenigo si è rivelato il Comune più frequentato, superando le 4.000 visite, seguito da Udine (oltre 2.600 presenze) e Trieste (oltre 2.500). Ma al di là dei numeri, ciò che ha colpito è stata l’atmosfera che ha caratterizzato le due giornate: file di curiosi, sguardi attenti, visitatori impazienti di ascoltare i racconti dei volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI, dei Gruppi FAI Giovani e degli Apprendisti Ciceroni. Ogni apertura rappresentava in sé un’occasione per riscoprire il valore della tutela delle ricchezze del territorio: ogni visita diventava un gesto collettivo di responsabilità culturale.
Il successo delle Giornate FAI di Primavera si deve all’instancabile operato dei volontari, nonché alla disponibilità dei privati, delle Istituzioni proprietarie dei beni e delle associazioni: l’evento ha potuto contare inoltre sul sostegno di Protezione Civile e Croce Rossa Italiana. A chiusura dell’iniziativa, la Presidente regionale del FAI, Beatrice Duranti, ha voluto sottolineare proprio questo spirito corale, ricordando il contributo prezioso di tutti coloro che hanno lavorato “dietro le quinte” per realizzare l’evento. Tra interviste, rappresentanza e coordinamento, la Presidente ha rivolto un pensiero speciale ai volontari e agli Apprendisti Ciceroni, “motori instancabili” di un progetto che continua a crescere anno dopo anno. Le Giornate FAI di Primavera si confermano così molto più di un appuntamento culturale: si tratta di un vero e proprio momento di comunità, in cui proprietari, volontari e visitatori contribuiscono assieme a valorizzare e proteggere un patrimonio che appartiene a tutti.
[b.m.]


