“La classe operaia va in paradiso”, 1º maggio con Lino Guanciale

27.04.2019 – 10.09 – “La classe operaia va in paradiso”: l’iconico film di Elio Petri riceve un “trattamento” teatrale che lo adegua ai tempi odierni, alienati tanto quanto i protagonisti del capolavoro filmico. La regia di Paolo Di Paolo e Claudio Longhi debutterà il primo maggio, festa non a caso del lavoro, e verrà replicato fino al 5 maggio, presso il Politeama Rossetti di Trieste.

Il regista Claudio Longhi lo descrive come un “Bizzarro combinato di stili, con una sceneggiatura che qua e là strizza l’occhio alla commedia all’italiana ma si lascia altresì tentare, nel suo impasto cromatico dall’estremismo espressionista, il film di Petri (…) ha il merito di aver provato ad abbozzare una narrazione dell’Italia attraverso il lavoro, oltre i furori utopici di quegli anni febbrili che seguirono il Sessantotto”.

“Riattraversarne la vicenda con lo sguardo disilluso del nostro presente, a quasi dieci anni dall’ultima crisi economica mondiale, significa riflettere su quanto quell’affresco grottesco immaginato da Petri nel 1971 sia più o meno distante. Un tempo, il nostro, post-moderno e post-ideologico, che fatica a riconoscere in modo netto i tratti di una qualsivoglia “classe operaia”, dispersa e nascosta dietro gli innumerevoli volti del lavoro “flessibile”.

“Se dunque l’inferno umido e grasso della fabbrica cottimista dell’operaio Lulù Massa appare ben lontano dagli asettici e sterilizzati spazi industriali o dai lindi uffici dei precari odierni, lo stesso non è del ritmo ossessionante e costrittivo di una quotidianità, allora e ancora oggi, alienata“.

È stato un personaggio molto noto (e amato) dai triestini ad avere avuto l’idea, ovvero Lino Guanciale, l’attore della serie tv “La Porta Rossa”. Guanciale si diletta infatti anche nella recitazione teatrale e aveva proposto il film come soggetto a Paolo Di Paolo.

E sarà proprio Lino Guanciale a interpretare la parte dell’operaio Lulù Massa, uno stakanovista detestato dai compagni e sfruttato dalla fabbrica BAN, che solo dopo un incidente che gli costa la perdita di un dito scopre la coscienza di classe. Lo spettacolo però diventa -meta con diverse vicende parallele, dove si rievoca la storia delle riprese del film, responsabile di un vero e proprio clamore mediatico all’uscita nelle sale.

Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 da mercoledì 1 a sabato 4 maggio e domenica 5 maggio alle ore 16. I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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