19.03.2026 – 10.30 – Si presenta sempre più infiammato il clima elettorale alla vigilia delle elezioni in Slovenia. Secondo una recente investigazione di giornalisti sloveni, l’opposizione di destra del Partito Democratico Sloveno (SDS) di Janez Janša sarebbe stata oggetto di interferenze straniere, nello specifico legati ad Israele. Ma non è solo un discorso relativo all’opposizione, perchè sospetti si agitano anche nel governo attuale, a propria volta vittima di diversi scandali relativi a casi di corruzione.
A pochi giorni dalle elezioni, previste il 22 marzo, l’investigazione ha scoperto una rete di contatti tra le alte sfere di ‘Black Cube‘, considerata la Mossad privata israeliana, e il leader dell’SDS Janez Janša. Secondo il giornalista di Mladina Borut Mekina, un aereo privato di una delle compagnie per il trasporto di VIP e le operazioni speciali israeliane avrebbe atterrato all’aeroporto di Lubiana nei mesi recenti; rispettivamente a novembre, dicembre e febbraio. Il dato è confermato in particolare dai registri di volo pubblici, i ‘flight trackers‘. I tre voli sarebbero costati circa 100mila euro. Stando al giornalista, a bordo vi sarebbe stato Dan Zorella, l’israeliano co-fondatore e CEO di Black Cube, una delle più grandi agenzie di spionaggio private internazionali, e inoltre avrebbe anche volato a bordo Giora Eiland, un ufficiale ormai in anzianità dell’esercito israeliano, oltre ad essere un consulente per l’intelligence. Il duo avrebbe poi incontrato Janša nel quartier generale del partito a Lubiana, discutendo per due ore. Il viaggio, per una parte dei membri di Black Cube, avrebbe poi proseguito verso Roma. A seguito di questi incontri avvenuti lo scorso autunno, ecco, proprio in questo periodo di elezioni, i video e i dibattuti leaks che proverebbero la corruzione interna al governo di Golob. Il reportage, naturalmente tutto da confermare, trattandosi di investigazione giornalistica, è stato però verificato da Achiya Schatz, la fondatrice di FakeReporter, un gruppo israeliano che combatte proprio la disinformazione online pro o contro lo Stato di Israele. Insomma, la validità del lavoro giornalistico proverebbe dalla stampa israeliana stessa; e ciò rappresenta un imprimatur notevole.
In risposta alle critiche il partito di Janša ha replicato che non cancellano le prove di corruzione scoperte nel governo di Golob; e che se è davvero merito di Black Cube, andrebbe loro ironicamente eretto un monumento a Lubiana in ringraziamento.
Composta da ex membri del Mossad e ufficiali dell’IDF, Black Cube era salita agli onori della cronaca accettando di lavorare per il produttore cinematografico, sotto processo, Harvey Weinstein nel 2016.
[z.s.]


