17.03.2026 – 12.30 – A partire dal 2027, la soglia dell’età pensionabile slitterà in avanti. Nel biennio 2027-2028 entrerà in vigore l’adeguamento dei requisiti pensionistici legato all’aumento della speranza di vita, con un’applicazione graduale prevista dalla legge di Bilancio 2026. Nello specifico, all’attuale età pensionabile si aggiungeranno un mese nel 2027 e due mesi nel 2028. Per la maggior parte dei lavoratori, la pensione di vecchiaia passerà quindi dagli attuali 67 anni a 67 anni e 1 mese nel 2027, fino ad arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per gli uomini, la pensione anticipata ordinaria richiederà 42 anni e 11 mesi di età nel 2027, aumentando a 43 anni e 1 mese nel 2028: per le donne, invece, si continuerà a richiedere un anno in meno. Solo alcune categorie potranno continuare ad andare in pensione secondo i requisiti attuali fino al 31 dicembre 2028. L’Inps non applicherà ulteriori incrementi nel 2029, in attesa del decreto interministeriale che dovrà confermare l’eventuale variazione della speranza di vita.
Sono tre i gruppi di lavoratori esentati dall’adeguamento: lavoratori usuranti, notturni e addetti alle mansioni gravose, i quali devono tuttavia rispettare determinati requisiti. Innanzitutto, gli addetti ad attività gravose potranno accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di anzianità contributiva. Per questa categoria di lavoratori, l’Inps distingue due casi: chi ha svolto almeno sette anni di mansioni gravose negli ultimi dieci anni potrà accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi. Chi ne ha svolti sei negli ultimi sette anni, andrà invece in pensione a 67 anni, con almeno 30 anni di contributi. Le lavoratrici impegnate in attività gravose o usuranti continueranno a ottenere la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi, mentre per gli uomini il requisito resta di 42 anni e 10 mesi. Resta inoltre invariata l’uscita anticipata per lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi.
Parallelamente, i lavoratori usuranti e notturni continueranno ad accedere alla pensione con almeno 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e una quota di 97,6, con domanda da presentare entro il 1° maggio 2026 per chi maturerà i requisiti nel 2027. Inoltre, i titolari di Ape sociale accederanno alla pensione di vecchiaia seguendo l’incremento graduale della speranza di vita. Per il personale delle Forze armate, tra cui l’Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di Finanza, nonché gli operatori delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, è previsto un aumento aggiuntivo di un mese nel 2028, a cui si aggiungerà un ulteriore mese sia nel 2029, sia nel 2030: su questo, l’Inps fornirà maggiori indicazioni a seguito dell’approvazione del Dpcm attuativo.
[b.m.]


