19.02.2026 – 15.45 – Ancora una truffa messa a segno con un copione ormai tristemente noto. Questa volta a finire nel mirino dei malviventi è stata una residente di via Piccardi, raggirata all’interno della propria abitazione da un uomo che si è presentato come “tenente” dell’Arma dei Carabinieri. L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 18 febbraio. La richiesta di intervento è giunta poco prima delle 13: la donna ha contattato le forze dell’ordine dopo essersi resa conto di essere stata vittima di un raggiro studiato nei dettagli. Secondo quanto ricostruito, i malfattori avrebbero dapprima telefonato alla vittima qualificandosi come appartenenti all’Arma.
Con una serie di spiegazioni artefatte e facendo leva sull’autorità della divisa, sarebbero riusciti a convincerla ad aprire la porta di casa. Una volta all’interno dell’immobile, con l’inganno, si sono fatti consegnare denaro contante per circa 5.500 euro e diversi gioielli, al momento in corso di valutazione ma dal valore approssimativo che si aggirerebbe attorno ai 115mila euro. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri, che ha raccolto le dichiarazioni della vittima e avviato i primi accertamenti. Per i rilievi di competenza è intervenuto anche personale della Sezione Operativa. All’interno dell’abitazione è stata constatata l’assenza di sistemi di videosorveglianza, elemento che potrebbe rendere più complesse le indagini, tuttora in corso.
Il modus operandi ricalca quello di numerose altre truffe ai danni, spesso, di persone sole o anziane: una telefonata improvvisa, il richiamo a presunti problemi giudiziari o familiari, l’urgenza di consegnare denaro o preziosi per “risolvere” la situazione. Una pressione psicologica che in pochi minuti riesce ad annullare dubbi e diffidenze. Le forze dell’ordine ribadiscono l’invito alla massima prudenza: nessun appartenente alle istituzioni chiede denaro o gioielli per sistemare pratiche o evitare conseguenze penali. In caso di telefonate sospette o richieste anomale, è fondamentale interrompere subito la conversazione e contattare direttamente il numero unico di emergenza 112.
[l.d.]


