04.02.2026 – 11.30 – L’Aeroporto di Trieste, primo polo intermodale del Nord Italia con 1,65 milioni di passeggeri nel 2025, ha ricevuto a Londra il prestigioso premio “Energy Storage Decentralised Project of the Year”. Tale riconoscimento, conferito nell’ambito degli Energy Storage Awards 2025, indica Trieste Airport come un esempio concreto di sostenibilità: in particolare, ad essere premiato è il suo sistema di produzione e accumulo di energia elettrica. Si tratta di un progetto di efficientamento energetico che consente allo scalo triestino di coprire il proprio fabbisogno energetico per il 70% da fonti rinnovabili, abbattendo le emissioni di CO₂ di più di 500 tonnellate all’anno. In questo quadro, il 46% dell’energia proviene direttamente dall’impianto fotovoltaico, mentre il 24% viene erogato dalle batterie precedentemente caricate con energia solare. Di conseguenza, la dipendenza dalla rete elettrica è crollata drasticamente, rappresentando ad oggi soltanto il 30% del consumo annuale.
Tale strategia di gestione energetica è stata implementata da Socomec Italia, gruppo internazionale specializzato nella disponibilità, controllo e sicurezza delle reti elettriche a bassa tensione: essa utilizza tre sistemi di accumulo modulari, gestiti da un software intelligente che ottimizza i cicli di carica e scarica in base al meteo e ai fabbisogni reali dell’aeroporto. Dopo un solo anno di attività, questa infrastruttura innovativa ha consentito di trasformare radicalmente il mix energetico di Trieste Airport. L’impatto ambientale della recentemente acquisita autonomia energetica è tangibile: le emissioni dirette di CO₂ dell’aeroporto sono state ridotte di 559 tonnellate all’anno. Al tempo stesso, ottimizzando l’immissione del 51% della sua energia rinnovabile nella rete, il sistema ha permesso di evitare ulteriori 1.177 tonnellate di emissioni a livello globale, contribuendo alla decarbonizzazione della regione. Oltre all’autonomia energetica, il sistema BESS (Battery Energy Storage System) ha svolto un ruolo cruciale nell’elettrificazione delle operazioni aeroportuali: l’accumulo consente infatti la ricarica notturna di 42 veicoli elettrici, senza richiedere nuovi investimenti nell’infrastruttura di rete. Questo ha facilitato l’elettrificazione del 75% dei mezzi di terra, inclusi trattori per bagagli e scale mobili, portando a una riduzione del consumo di diesel di circa 14.000 litri all’anno ed eliminando le relative emissioni.
“Abbiamo creduto e investito massicciamente in questo progetto, stanziando 3,5 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico e delle batterie di accumulo, convinti che la transizione ecologica debba passare attraverso opere concrete e misurabili” così l’assessore regionale per la Difesa dell’ambiente e Energia, Fabio Scoccimarro, ha commentato la notizia del premio ricevuto a Londra. “Il riconoscimento ottenuto avvalora ulteriormente l’impegno che il Trieste Airport sta attuando verso il contenimento delle emissioni e la spinta green che vogliamo improntare sul territorio.” ha sottolineato invece l’ing. Francesco Mistrini, Direttore Infrastrutture di Trieste Airport. “L’efficienza energetica rappresenta un obiettivo prioritario della Società, perseguito costantemente attraverso adeguamenti tecnologici e miglioramenti organizzativi. La vision aziendale è quella di ridurre al massimo, per i processi di diretta pertinenza, le emissioni di CO₂, affinché i consumi energetici non rappresentino un costo, ma un indicatore dell’efficienza aziendale e dell’impatto della stessa sul territorio in cui è inserita”.
[b.m.]


