Sprecometro Challenge, a Trieste gli studenti misurano (e riducono) gli avanzi in mensa

05.02.2026 – 8.30 – 5 febbraio 2026, 13ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: una ricorrenza necessaria di fronte a un problema strutturale che oggi, nel nostro Paese, si traduce in una perdita di oltre 13 miliardi di euro. Di questi, ben 7,3 miliardi sono riconducibili allo spreco domestico. A rivelarlo è il Rapporto “Il Caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, presentato a Roma lo scorso 3 febbraio: in particolare, lo studio evidenza che la Generazione Z, solitamente percepita come la fascia più sensibile ai temi ambientali, si conferma in questo caso la meno virtuosa, sprecando una media di 799 grammi di cibo a settimana. Più nel dettaglio, il 29% dei giovani spreca almeno una volta a settimana, contro appena il 6% dei Boomers. La buona notizia è che i nuovi dati nazionali mostrano un miglioramento significativo rispetto allo scorso anno: lo spreco alimentare in Italia è infatti diminuito del -10,3%, testimoniando una crescente attenzione da parte dei cittadini. Nonostante questo passo avanti, però, le stime restano vertiginose, confermando lo spreco alimentare come una sfida ambientale, economica e sociale ancora urgente.

Ci si ingegna quindi per trovare delle soluzioni efficaci, che spaziano dalle piccole abitudini quotidiane ai progetti più ambiziosi e innovativi. Uno di questi è stato realizzato proprio a Trieste: la prima sperimentazione della “Sprecometro Challenge” si è svolta infatti presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico di Trieste, comunità educativa internazionale che accoglie studenti provenienti da 84 Paesi. L’iniziativa ha coinvolto oltre un centinaio di studentesse e studenti, chiamati a misurare le eccedenze alimentari generate in mensa e a riflettere collettivamente sulle proprie abitudini. A presentare i risultati di questo progetto pilota è stata Camst group, Società Cooperativa Benefit fondata a Bologna: attraverso l’utilizzo dell’app “Sprecometro” e l’introduzione di una dinamica di sfida, gli studenti hanno potuto constatare l’impatto effettivo delle scelte individuali a tavola. In questo modo, l’iniziativa ha favorito l’adozione di comportamenti più consapevoli e responsabili da parte degli studenti.

Ma come funziona “Sprecometro”? Si tratta innanzitutto di un’app gratuita, sviluppata da Last Minute Market e dall’Università di Bologna nell’ambito della campagna pubblica Spreco Zero: unica iniziativa permanente in Italia dedicata alla prevenzione dello spreco alimentare, “Sprecometro” consente di misurare lo spreco alimentare di singoli e gruppi, mostrandone l’impatto attraverso indicatori economici e ambientali, tra cui emissioni di CO₂, consumo di acqua e uso di suolo. Oltre alla misurazione, “Sprecometro” propone contenuti educativi, monitora i progressi degli utenti nel tempo e supporta la definizione di obiettivi di riduzione coerenti con l’Agenda ONU 2030, specialmente con il target 12.3 che punta a dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030.

Durante la “Sprecometro Challenge”, l’app ha consentito di monitorare circa mille pasti individuali consumati presso il Collegio. La rilevazione quotidiana delle eccedenze in mensa ha coinvolto gli studenti in un percorso di osservazione e confronto sul tema dello spreco alimentare, trasformando i dati raccolti in un’occasione di riflessione condivisa. In questa prima fase di sperimentazione, un referente del Collegio, insieme a un gruppo di studenti, ha stimato visivamente gli avanzi sui vassoi e inserito quotidianamente i dati nell’app per una settimana. L’elaborazione automatica ha mostrato in tempo reale l’impatto complessivo dello spreco: 18,54 kg di cibo non consumato, equivalenti a 269,86 kg di CO₂, 11.696,24 litri d’acqua e 0,125 ettari di suolo. In una seconda fase, la Challenge coinvolgerà le sette residenze del Collegio in una sfida basata sui punteggi generati dall’app, stimolando il confronto, la collaborazione e la creazione di soluzioni concrete: ridimensionare le porzioni, ad esempio, o prestare maggiore attenzione durante la fase di scelta del menù. Questo stimolante percorso si concluderà con una premiazione simbolica: una donazione di cibo a un ente benefico del territorio, scelto dagli studenti. In questo modo, la lotta allo spreco diventerà un gesto concreto di solidarietà.

Educare le nuove generazioni è uno dei modi più efficaci per ridurre strutturalmente lo spreco alimentare nel lungo periodo” ha dichiarato Mattia Grillini, vicepresidente e responsabile marketing e comunicazione di Camst group. “Con lo Sprecometro portiamo nelle mense scolastiche uno strumento scientifico e al tempo stesso accessibile, capace di trasformare i dati in consapevolezza quotidiana. La collaborazione con Spreco Zero e Last Minute Market ci permette di unire competenze scientifiche, educazione alimentare ed esperienza nella ristorazione collettiva, generando progetti concreti e replicabili. Il nostro obiettivo è estendere il progetto ad altre realtà scolastiche e sviluppare nuove edizioni della Sprecometro Challenge in contesti educativi diversi”.

[b.m.]

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