14.02.2026 – 15.30 – Nelle scuole inglesi i bimbi a partire dai quattro anni di età potenzialmente potranno scegliere la propria “attribuzione di genere”. Lo stabiliscono le nuove linee guida presentate dal governo laburista di Keir Starmer, presentate dal ministro dell’Istruzione Bridget Phillipson in un documento datato 12 febbraio 2026 e intitolato Keeping children safe in education 2026 (“Tenere i bambini al sicuro nell’istruzione 2026”). In questo modo si introduce un approccio diverso da quello in uso con i governi conservatori che, in una precedente bozza ministeriale del 2023, avevano sancito un forte divieto di utilizzare per i piccoli alunni e alunne pronomi diversi da quelli determinati dal sesso biologico di appartenenza. Di seguito vediamo come la notizia viene trattata da un quotidiano progressista e da uno conservatore.
L’impossibilità assoluta di scegliere i propri pronomi sin dall’infanzia ora viene meno, secondo la sintesi del quotidiano progressista The Guardian: “Le nuove linee guida pongono fine al divieto assoluto per i bambini in età scolare di intraprendere quella che viene chiamata transizione sociale, il processo in cui qualcuno che sta mettendo in discussione il proprio genere potrebbe cambiare aspetto o abbigliamento o usare un nome o pronomi diversi. Adesso questo può accadere ma in casi rari e solo dopo l’avvio di procedure, da parte degli istituti scolastici, tra cui il coinvolgimento dei genitori e la consulenza clinica”. Tale coinvolgimento dei genitori, tuttavia, non sarà previsto in tutti i casi, e questa è la seconda grande novità rispetto al 2023, sempre secondo il Guardian: “Mentre la versione del 2023 diceva che i genitori dovrebbero sempre essere informati, adesso si introduce l’idea che potrebbero esserci casi di salvaguardia molto rari in cui coinvolgere genitori o tutori costituirebbe un rischio maggiore per il bambino che non coinvolgerli“. Il Guardian riporta anche la critica della conservatrice Laura Trott, ministro “ombra” dell’Istruzione: “Se da un lato è gradito che le scuole ora abbiano una chiarezza a lungo attesa, questa guida indebolisce il ruolo dei genitori nelle decisioni relative ai propri figli. I bambini delle scuole elementari non dovrebbero navigare nei cambiamenti nei pronomi. Ma sorprendentemente la guida del Labour apre la porta all’idea che si possa riferirsi a bambini di quattro anni in un modo che non riflette il loro sesso biologico”.


