13.02.2026 – 7.30 – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’introduzione del blocco navale come opzione di contrasto all’immigrazione irregolare in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. “Un altro impegno mantenuto”, ha affermato Giorgia Meloni in un video social a commento del ddl immigrazione approvato in Consiglio dei ministri mercoledì 11 febbraio 2026: “E cioè la possibilità in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale, di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti, che sono a bordo di quelle imbarcazioni sottoposte all’interdizione, anche in Paesi terzi. L’opzione è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire”.
Il riferimento è alle modifiche al sistema di asilo dell’Unione europea, approvate martedì 10 febbraio 2026, che aprono la strada alla possibilità di dinieghi accelerati delle richieste di protezione internazionale e trasferimento dei richiedenti asilo in altri Stati. Il presidente del Consiglio inoltre ha spiegato che il provvedimento italiano non si limita a contemplare il blocco navale. Amplia pure la gamma dei casi in cui si prevede l’espulsione di persone condannate – includendo la violenza contro pubblico ufficiale, la riduzione in schiavitù e i maltrattamenti in famiglia – e ha concluso appellandosi al Parlamento affinché approvi tempestivamente la norma. A questo link si può leggere il comunicato stampa del governo con le specifiche. Il testo si prefigge in generale di valorizzare le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari.
“In attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359 vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”, si legge nella nota di Palazzo Chigi a proposito del blocco navale. “Vengono normate in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione”, prosegue la nota: “In materia di espulsione giudiziale si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti. In materia di monitoraggio delle frontiere esterne viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri. Si introduce una procedura accelerata di rimpatrio alla frontiera che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate”. Introdotti anche “requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari”.
[l.g.]


