22.01.2026 – 11.45 – Bastano pochi minuti per contribuire attivamente alla gestione di un tema di estrema complessità: fino al 31 gennaio sarà possibile compilare un modulo online, completamente anonimo, per condividere opinioni e suggerimenti dedicati alla prevenzione della violenza sulle donne. È un invito alla cittadinanza, una call to action rivolta sia alle donne, sia agli uomini: ciascuno avrà l’occasione di esprimere considerazioni personali, sviluppare analisi approfondite, raccontare la propria esperienza o fornire eventuali spunti per la redazione di un “manifesto positivo”, vero punto d’arrivo di quest’iniziativa. Il progetto nasce infatti dal desiderio della Consulta Femminile di Trieste di dare voce alla cittadinanza, prestare ascolto al sentito popolare e pianificare di conseguenza azioni concrete per fronteggiare le criticità della violenza di genere. La redazione del manifesto positivo si propone dunque di sensibilizzare la collettività su una problematica sociale che riguarda, direttamente o indirettamente, l’intera popolazione.
“Qual è la percezione della società? Come agire? Cosa possiamo fare concretamente?” Sono queste le domande che orientano l’iniziativa: l’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere le testimonianze di un sentito trasversale, instaurando dunque un dialogo costruttivo tra cittadinanza e istituzioni. “Il punto di vista di ognuno sarà un contributo prezioso”, ha sottolineato Debora Desio, Presidente della Consulta Femminile di Trieste. Nel mese di febbraio, le risposte al questionario verranno elaborate da un’apposita commissione: a marzo, i risultati verranno presentati in un dossier dal titolo “Verso un manifesto positivo”. Nel dettaglio, il questionario si compone di dieci domande, che possono riguardare diverse situazioni di discriminazione, pregiudizio e violenza purtroppo frequenti nella vita di ogni giorno: sul posto di lavoro, per le strade, nel vivere sociale.
La redazione del manifesto, iniziativa sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, rappresenta inoltre la conclusione di un percorso avviato a novembre 2024 dalla Consulta Femminile di Trieste. Le molteplici attività svolte nell’ambito del progetto “Direzione Rispetto” hanno saputo coinvolgere un pubblico trasversale per genere ed età, operando una riflessione collettiva sul tema del rispetto tra uomo e donna, sull’assenza totale di giustificazioni da parte di chi agisce violenza, sui rischi della vittimizzazione secondaria da parte delle istituzioni, oltre che sull’importanza della partecipazione attiva della cittadinanza. In particolare, il progetto ha voluto promuovere un messaggio preciso: la violenza sulle donne non riguarda soltanto la popolazione femminile, ma costituisce un problema sociale che coinvolge l’intera collettività.
[b.m.]


