Trump tiene il punto sulla Groenlandia, accusa Zelensky di rallentare la pace

15.01.2026 – 7.55 – Trump tiene il punto sulla Groenlandia, accusa Zelensky di rallentare la pace, usa cautela sull’Iran e si esprime positivamente sulla nuova presidente venezuelana. Questa notte nello Studio Ovale i giornalisti della Reuters hanno ottenuto un’intervista esclusiva con il presidente statunitense Donald Trump, dopo il vis-à-vis tra la sua amministrazione e i rappresentanti europei. Ieri dall’incontro alla casa Casa Bianca tra il vicepresidente americano JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, i ministri degli Esteri Lars Løkke Rasmussen (Danimarca) e Vivian Motzfeldt (Groenlandia) non è emersa una soluzione che possa definirsi ancora accettata da tutte le parti coinvolte: allo scopo è stato annunciato l’allestimento di un tavolo di lavoro comune. Mentre a Washington si svolgevano i colloqui, Germania, Francia, Norvegia e Svezia hanno annunciato l’invio di truppe in Groenlandia per una missione di ricognizione, dietro richiesta della Danimarca, che si dice pronta a sua volta a rafforzare la propria presenza militare sull’isola artica. Dopo i colloqui il presidente Trump ha appunto rilasciato un’intervista alla Reuters. Sulla Groenlandia, ha ribadito che si tratta di una questione di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti: “Troveremo una soluzione”. A una domanda sullo scenario del conflitto russo-ucraino, Trump ha risposto che secondo lui il percorso è rallentato da Kiev e non da Mosca: “Penso che Putin sia pronto a fare un accordo. Penso che l’Ucraina sia meno pronta a fare un accordo”. Alla domanda poi sul perché i negoziati a guida statunitense non abbiano ancora portato alla fine delle ostilità, Trump ha risposto in maniera secca: “Zelensky“. Quando gli è stato chiesto perché pensasse che Zelensky stia rallentando i negoziati, si è limitato a dire: “Penso solo che stia avendo difficoltà ad arrivarci”. Sull’Iran: Trump non si dice certo che il principe ereditario in esilio nonché rappresentante dell’opposizione iraniana, Reza Pahlavi, sia in grado di raccogliere all’interno dell’Iran un sostegno sufficiente a prendere il potere; il presidente americano inoltre sostiene che c’è una possibilità che il governo clericale iraniano crolli e non si sbilancia su un eventuale intervento statunitense. Sull’America Latina: ha avuto proprio ieri “un ottimo colloquio” con Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela; non esclude un collasso dell’amministrazione cubana.

[l.g.]

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