31.01.2026 – 11.00 – La regione Friuli Venezia Giulia ha avviato una delle innovazioni più significative nel suo sistema scolastico, con la presentazione della nuova sperimentazione della scuola bilingue italiano-tedesco che dovrebbe partire ufficialmente nel settembre 2026. L’iniziativa, promossa dall’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, nasce dall’attenzione verso le comunità linguistiche germanofone storicamente presenti nel territorio e dal dialogo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per valorizzare l’autonomia regionale e rafforzare la diversità linguistica della scuola pubblica.
Il progetto prevede un percorso scolastico bilingue di otto anni, che accompagna gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado, con un’introduzione graduale della lingua tedesca e un modello educativo innovativo. Nella scuola dell’infanzia il tedesco sarà proposto come lingua d’ambiente attraverso attività ludiche, favorendo un apprendimento naturale nei bambini, mentre nella scuola primaria e media si utilizzeranno metodologie didattiche strutturate, come l’approccio Clil (Content and Language Integrated Learning) per l’insegnamento di alcune discipline in lingua tedesca. È prevista anche la presenza di docenti o esperti madrelingua a supporto degli insegnanti curriculari.
La sperimentazione interesserà in particolare i territori montani e di confine dove il tedesco conserva un forte valore identitario, come Sappada, Sauris, Tarvisio, Pontebba e la frazione di Timau nel comune di Paluzza. In queste aree, la lingua tedesca è elemento d’identità culturale e patrimonio educativo che la Regione intende preservare e valorizzare tramite un’offerta formativa che risponde anche alle esigenze di una società sempre più plurilingue e internazionale.
Secondo quanto illustrato dall’assessore Rosolen, questa innovazione è pensata come un progetto strutturale di lungo periodo, concepito per incidere in profondità sulla formazione delle nuove generazioni. La Regione ha già ottenuto il sostegno formale degli istituti comprensivi coinvolti, dei comuni interessati e delle amministrazioni locali, e ha avviato confronti con partner scolastici austriaci e tedeschi per costruire collaborazioni internazionali, programmi di scambio per gli insegnanti e una rete pedagogica che favorisca un plurilinguismo reale e competente.
Il modello educativo immaginato per il Friuli Venezia Giulia appartiene ad una tendenza europea verso l’integrazione delle lingue comunitarie nei percorsi scolastici, un fenomeno già consolidato in alcune zone come l’Alto Adige, con cui la Regione ha recentemente avviato un dialogo per approfondire esperienze di potenziamento del tedesco come seconda lingua nelle scuole italiane. Questo scambio di buone pratiche riflette la consapevolezza che il bilinguismo possa diventare una risorsa educativa che favorisce competenze cognitive, culturali e professionali per il futuro.
La proposta didattica, che integra innovazione pedagogica e tutela culturale, trattasi di un investimento educativo strategico per il Friuli Venezia Giulia, con ricadute potenzialmente positive per le opportunità di studio e lavoro degli studenti e per il rafforzamento dell’identità regionale in una realtà europea caratterizzata da mobilità e plurilinguismo. L’avvio della sperimentazione attende ora l’autorizzazione ministeriale definitiva, ma se confermata, sarà una delle esperienze più ampie di scuola bilingue nella scuola pubblica italiana, unendo tutela delle minoranze, innovazione educativa e apertura internazionale.
[e.c.]


