Nuove lauree in Infermieristica: percorsi specialistici e la possibilità di prescrivere alcune ricette

21.01.2026 – 9.00 – Negli ultimi anni il percorso formativo in infermieristica sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta da cambiamenti demografici, dall’aumento delle cronicità e dalla crescente complessità dei bisogni assistenziali. A fronte di un sistema sanitario sotto pressione, università e istituzioni stanno ripensando il ruolo dell’infermiere, superando una visione esclusivamente esecutiva per valorizzarne le competenze cliniche, organizzative e decisionali. Ecco perché adesso si riflette l’introduzione, o la progettazione avanzata, di nuove lauree e lauree magistrali in infermieristica, alcune delle quali aprono anche al tema, finora molto dibattuto, della prescrizione di determinate terapie.

Accanto alla laurea triennale, che rimane il pilastro dell’accesso alla professione, si stanno consolidando percorsi magistrali sempre più orientati alla specializzazione. Lauree in infermieristica clinica avanzata, infermieristica di comunità, cure primarie, area critica, salute mentale o gestione delle cronicità rispondono all’esigenza di formare professionisti in grado di operare con maggiore autonomia nei contesti territoriali, ospedalieri e domiciliari. L’obiettivo non è sostituire il medico, ma costruire un modello di lavoro integrato in cui le competenze siano distribuite in modo più efficiente, a beneficio del paziente e della sostenibilità del sistema.

È proprio all’interno di questi percorsi avanzati che emerge il tema della prescrizione. In diversi Paesi europei e anglosassoni esiste da tempo la figura dell’advanced practice nurse, un infermiere con formazione universitaria avanzata e competenze cliniche estese, abilitato a prescrivere farmaci e dispositivi entro protocolli definiti. In Italia il dibattito è più recente e prudente, ma negli ultimi anni ha iniziato a prendere forma sia sul piano accademico sia su quello normativo. Le nuove lauree magistrali e i master di secondo livello stanno infatti introducendo contenuti legati alla farmacologia clinica, alla gestione terapeutica e alla responsabilità professionale, ponendo le basi per un possibile ampliamento delle funzioni.

Quando si parla di “ricette”, è importante chiarire che non si tratta di una prescrizione indiscriminata di farmaci. Le ipotesi più accreditate riguardano la possibilità, per infermieri con formazione avanzata e in contesti regolati, di prescrivere o rinnovare presìdi sanitari, dispositivi medici, medicazioni avanzate e, in alcuni casi, terapie già impostate dal medico, soprattutto nell’ambito delle malattie croniche e dell’assistenza territoriale. Questo approccio consentirebbe di snellire i percorsi di cura, ridurre le attese e migliorare la continuità assistenziale, senza compromettere la sicurezza del paziente.

Il legame tra nuove lauree e nuove competenze è dunque centrale. La prospettiva della prescrizione non può prescindere da un solido impianto universitario, da tirocini qualificati e da una chiara definizione delle responsabilità professionali. Per questo le università stanno lavorando a corsi sempre più strutturati, spesso in dialogo con ordini professionali e istituzioni sanitarie, per garantire che l’evoluzione del ruolo infermieristico sia accompagnata da standard elevati di qualità e controllo.

Nel medio periodo, l’introduzione di lauree infermieristiche con competenze avanzate potrebbe rappresentare uno snodo cruciale per il futuro della sanità. Da un lato valorizza una professione che da tempo chiede maggiore riconoscimento; dall’altro offre una risposta concreta alle carenze di personale medico e alla necessità di rafforzare l’assistenza sul territorio. La possibilità, anche parziale e regolata, di prescrivere ricette diventa così il simbolo di un cambiamento strutturale: quello di un sistema sanitario che investe su competenze, formazione e integrazione professionale per affrontare le sfide dei prossimi decenni.

[e.c.]

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