21.01.2026 – 16.25 – Il Comitato NoOvovia torna a intervenire sul progetto della cabinovia cittadina, criticando la decisione della Giunta comunale di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tribunale amministrativo regionale emesse nel 2024 e nel 2025. La presa di posizione è stata espressa nel corso della conferenza stampa di inizio anno, durante la quale il Comitato ha fatto il punto sull’iter amministrativo dell’opera dopo la pausa delle attività pubbliche organizzate nei mesi scorsi. Secondo il Comitato, il ricorso non rappresenterebbe un reale tentativo di ribaltare le decisioni del Tar, ma avrebbe l’obiettivo di dimostrare alle imprese incaricate di aver esperito tutte le azioni possibili previste dal contratto, anche in relazione alle penali. Una scelta che, a loro avviso, comporta ulteriori costi a carico del bilancio comunale.
Il Comitato evidenzia come la delibera approvata dalla Giunta non abbia risolto lo stallo amministrativo, dal momento che la Regione non si è ancora espressa sulla vicenda. In particolare, resta aperta la questione legata alla Valutazione di incidenza ambientale (VINCA), di competenza regionale. Secondo il coordinatore del Comitato, William Starc, le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione a mezzo stampa non chiarirebbero se l’ente intenda presentare un proprio ricorso a sostegno di quello comunale, elemento che alimenterebbe incertezza sui rapporti tra i due livelli istituzionali. Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la situazione economica dell’opera. Il Comitato sottolinea come il progetto, inizialmente presentato come privo di oneri per il Comune, risulti oggi finanziato dalle casse comunali. Viene inoltre evidenziato il rischio di un aumento dei costi rispetto alle stime del 2023, in relazione all’inflazione e al rincaro delle materie prime.
Sul piano delle spese legali, il Comitato segnala che il Comune si è affidato a uno studio professionale esterno anche per il ricorso al Consiglio di Stato, nonostante la presenza di un’avvocatura interna. Secondo i dati riportati, i precedenti incarichi avrebbero comportato una spesa di 156 mila euro, a cui si aggiungono ulteriori 55 mila euro per il nuovo ricorso. Infine, il Comitato ribadisce la richiesta di ricorrere allo strumento del referendum per consentire un pronunciamento diretto dei cittadini sul progetto. Una volta resi noti i contenuti del ricorso, il gruppo annuncia che proseguirà le iniziative già intraprese per contrastare la realizzazione dell’opera.
[f.v.]


