20.01.2026 – 8.30 – E se ci fosse un modo per analizzare i grandi capolavori dell’arte sotto una luce inedita, per carpirne gli indizi clinici finora sfuggiti anche agli storici più attenti? È possibile che i dettagli insoliti delle opere più celebri, un tempo interpretati come scelte estetiche, nascondano in realtà segreti mai esplorati? Oggi, queste domande trovano risposta grazie alle tecnologie genomiche. E un progetto dell’Università di Trieste farà chiarezza su quest’approccio innovativo allo studio dell’arte. Dal 3 al 10 febbraio, sei città della regione diventeranno le tappe di “Arte e genetica: la diversità come unicità”, rassegna a ingresso libero che sfida le categorie tradizionali della divulgazione scientifica. Il cuore tematico degli incontri è l’iconodiagnostica, la disciplina che applica le conoscenze mediche allo studio delle opere d’arte, con l’obiettivo di riconoscere sintomi e segni clinici nei personaggi raffigurati. Questo approccio consente dunque di rileggere i capolavori con uno sguardo diverso, capace di spiegare le stranezze dell’arte scientificamente, a livello molecolare. In effetti, il progetto nasce dalla convinzione che arte e genetica condividano uno stesso cuore concettuale: lo studio della variazione e delle forme uniche che da essa prendono vita.
La tappa triestina della rassegna si svolgerà al Politeama Rossetti, con due giornate dense di appuntamenti. Mercoledì 4 febbraio, la Sala Bartoli proporrà un doppio percorso tra scienza e teatro: alle 16.30 va in scena “Interpretare l’arte con la genetica: dai dipinti al codice della vita”, laboratorio scientifico curato dalla prof.ssa Giorgia Girotto, docente del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste. In questa occasione, genetisti, ricercatori e una testimonial speciale accompagneranno il pubblico in un’esperienza interattiva, completa di quiz, sfide di squadra e giochi di osservazione: i partecipanti, veri protagonisti del laboratorio, saranno chiamati a riconoscere nelle opere d’arte i vari indizi che raccontano storie di malattie rare e diversità genetica. Più tardi, alle 19.00, il palco accoglierà “Icone imperfette”, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Diana Höbel che indaga un parallelismo affascinante: come l’attore osserva gli altri per coglierne l’essenza, così il genetista è abile a “guardare” il paziente per individuare anomalie e giungere a una diagnosi. Con ironia e leggerezza, i soggetti dipinti si animeranno per riflettere sulla propria immagine, rivelando la profonda umanità che può celarsi dietro alle icone più celebri.
Alle 16.30 di venerdì 6 febbraio, invece, la Sala 1954, ospiterà “L’imperfezione perfetta: quando la malattia si fa arte”, laboratorio artistico con Giacomo Andrea Faroldi e Francesca Boldrin: indispensabile il contributo di Paolo Quazzolo, responsabile di drammaturgia e regia, e di Massimo Degrassi, che ha offerto consulenza storico-artistica. Seguendo gli stilemi del teatro di narrazione, due attori descriveranno diversi quadri celebri svelando le relazioni tra i personaggi raffigurati e le patologie ipotizzate, inquadrando storicamente i dipinti in un excursus tra storia dell’arte e medicina. L’interazione continua con il pubblico trasformerà lo spettacolo in un’esperienza partecipativa, volta alla riscoperta dei grandi capolavori da una prospettiva non convenzionale.
La rassegna, che attraverserà l’intera regione, prevede appuntamenti che alternano il format del laboratorio artistico a quello del laboratorio scientifico. Il programma è ricco e interesserà diverse sedi sul territorio: il 3 febbraio alle 16.30 al Museo Ugo Carà di Muggia (laboratorio artistico), il 7 febbraio alle 16.30 alla Sala dell’Hotel Ai Dogi di Palmanova (laboratorio artistico), l’8 febbraio al Teatro San Giorgio di Udine con doppio appuntamento (laboratorio scientifico alle 16.30 e spettacolo teatrale “Icone imperfette” alle 19.00), il 9 febbraio a Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia con entrambe le proposte (laboratorio artistico alle 15 e laboratorio scientifico alle 17), il 10 febbraio alle 16.30 al Convento San Francesco di Pordenone (laboratorio artistico). Il programma completo è disponibile sul sito dedicato. Per partecipare agli appuntamenti, tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, è necessario effettuare l’iscrizione sulla piattaforma Eventbrite.
L’iniziativa, finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è realizzata in partenariato con IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, Stazione Rogers, Immaginario scientifico e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e in collaborazione con il Comune di Muggia e il Comune di Udine.
[b.m.]


