1.12.2025 – 9.00 – A Trieste c’è da prepararsi a una trasformazione profonda. Da città di porto, si può intendere che questa possa andare a toccare il rapporto tra la città ed il suo mare. Trattasi di Porto Vivo, l’ex area portuale. Diventa oggi il fulcro di una rigenerazione urbana attesa da anni, il cui elemento centrale sarà il nuovo Parco Lineare: un nastro verde di circa tre chilometri che collegherà il Porto Vecchio al terrapieno di Barcola, creando un continuum paesaggistico e urbano finora mai pensato. La giornata dell’avvio del cantiere è stata lo scorso 8 aprile 2025, segnando il passaggio dalla pianificazione alla concretezza.
Firmato dall’architetto Alfonso Femia, il progetto introduce un sistema articolato di spazi pubblici: percorsi ciclabili e pedonali, specchi d’acqua che richiamano la presenza del mare, colline sensoriali capaci di offrire esperienze immersive e una forte componente di verde urbano. Saranno piantati quasi 700 nuovi alberi per migliorare il microclima e restituire ai cittadini un grande spazio naturale, accessibile per tutti e inclusivo. Il Parco Lineare rientra nel più ampio quadro della rigenerazione di Porto Vivo. Non a caso, è considerato uno dei progetti italiani più significativi presentati a livello internazionale nel 2025.
Per Trieste, storicamente divisa tra città e porto, questo intervento rappresenta un’opportunità per ricucire il rapporto con il waterfront. Il nuovo parco potrà diventare un luogo da vivere quotidianamente, offrendo percorsi lenti, punti di vista inediti e un accesso più diretto e naturale al mare. Non si tratta solo di un’opera architettonica, ma di un cambiamento che ridefinisce la qualità dell’abitare e apre nuove possibilità di socialità.
Accanto all’entusiasmo restano comunque alcune sfide aperte. La reale accessibilità degli spazi è uno di questi, e forse il più degno di nota. Il bilanciamento tra uso pubblico e valorizzazione immobiliare, e la gestione del verde e la continuità della fruizione sono altri temi importanti per la realizzazione del progetto. La rigenerazione di un’area così vasta richiede scelte oculate. La governance dovrà dimostrarsi capace di mantenere l’equilibrio tra interesse collettivo e sviluppo economico.
Il Parco Lineare del Porto Vecchio è dunque una promessa di sostenibilità e innovazione che non può lasciare indifferenti. Se portato avanti con visione, potrà diventare il simbolo di una città che si apre al futuro. E’ ormai da oltre un secolo che Trieste attende esattamente questo.
[e.c.]


