‘Com’era prima’ Italia Nostra racconta con una mostra il Porto Vecchio

28.11.2025 – 07.00 – Attualmente, nella composizione del Porto Vecchio, vi sono tre edifici integralmente restaurati: il Magazzino 26, la Sottostazione Elettrica di Riconversione e la Centrale Idrodinamica. Tutti e tre gli edifici, tra i quali il n. 26 rimane il più grande edificio del Porto Vecchio, vennero recuperati dall’Authority Portuale grazie a un mix di fondi europei e statali, reperiti con la collaborazione e la guida dell’associazione Italia Nostra. La vasta opera infrastrutturale – strade, illuminazione, tubature, fibra ottica, fognature – tutt’oggi in corso di realizzazione da parte del Comune di Trieste non ha coinvolto nessun edificio dell’area; nessun altro magazzino è stato ancora recuperato.
Mira a evidenziare il lavoro svolto nei confronti dei tre gioielli dell’archeologia industriale di Trieste, quando il porto era ancora territorio dell’Autorità Portuale, con una chiara differenza tra il ‘prima’ e il ‘dopo’, la nuova mostra allestita dalla sezione di Trieste dell’associazione Italia Nostra negli spazi della Sottostazione elettrica.

Intitolata non a caso ‘Com’era prima‘, consta di fotografie di Lidia Giusto e dell’archivio dell’associazione che documentano il Porto Vecchio quando era ancora, per l’appunto, solo un porto: arrugginito, consunto dall’uso, lontano dall’odierna funzione museale. Il rapido confronto con il Centro Congressi, la Centrale stessa, i Musei del Magazzino 26 e le foto consentono un’immediata comparazione, spingono alla riflessione sul ri-uso di un luogo.
La mostra sarà visitabile, con ingresso libero e gratuito nella Sottostazione, ogni mercoledì dalle 10 alle 13 fino al 14 gennaio 2026; stasera si svolgerà l’inaugurazione, prevista alle 17.

Correva il 2008 quando la fotografa dell’archeologia urbana Lidia Giusto giunse a Trieste nella cornice di un viaggio organizzato dalla prof. ssa di Archeologia Industriale Giovanna Rosso Del Brenna e dall’architetto Guido Rosato di Genova. L’obiettivo era di catturare scatti interessanti della storia marittima e commerciale di Trieste, al cui interno il Porto Vecchio, grazie alla mediazione della prof. ssa, Ispettore Archivistico Onorario del MIC e Presidente di Italia Nostra Trieste Antonella Caroli e della dott. ssa di storia dell’arte Federica Purgatori, assunse un’importanza fondamentale. Lidia Giusto catturò coi sui scatti la sala caldaie prima del suo recupero, immortalò i vecchi magazzini incrostati di salsedine, immortalò le traversine dei binari prima del loro occultamento.

“Il viaggio”, recita il testo di Italia Nostra, “assunse una profondità inaspettata: non si trattò soltanto di osservare edifici e infrastrutture, ma di cogliere l’insieme di relazioni, saperi, vocazioni economiche e memorie collettive che ruotano attorno al Porto Vecchio”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore