09.12.2025 – 7.30 – Secondo Viktor Orban l’Unione europea si sta preparando alla guerra contro la Russia in vista del 2030. Il primo ministro ungherese lo ha dichiarato ieri sulla sua pagina Facebook: “Nuvole scure si addensano sul cielo dell’Europa. Bruxelles si prepara alla guerra con la Russia e c’è già una data stabilita per l’intervento: il 2030. Il programma di riarmo avviato da Bruxelles ha come obiettivo dichiarato quello della prontezza alla guerra entro il 2030. La stessa data è prevista per la procedura accelerata di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea: 2030″. Scrive ancora Orban: “Il trattato fondamentale dell’Ue stabilisce che in caso di aggressione armata contro il territorio di uno degli Stati membri, gli altri Stati membri sono obbligati a fornire tutto l’aiuto a loro disposizione a tale Stato. L’adesione immediata dell’Ucraina in guerra dunque comporterebbe un ingresso immediato in guerra dell’Ue. Tutto ciò significa che le elezioni del prossimo anno potrebbero essere le ultime elezioni ungheresi in cui possiamo davvero decidere tra guerra e pace”. Fin qui le parole di Orban. Il riferimento alle elezioni parlamentari ungheresi in programma nella primavera 2026 chiarisce il contesto delle affermazioni del primo ministro di Budapest. Nel suo post cita inoltre una clausola di mutua difesa tra Stati membri dell’Unione europea che per certi versi può ricordare il più noto articolo 5 del Trattato Nato. Nella versione consolidata del Trattato sull’Unione europea, la clausola citata da Orban si trova nel titolo Quinto, articolo 42, paragrafo 7. Afferma: “Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri”. Il documento originale si può leggere cliccando su questo link. In un suo glossario, l’Ue specifica anche che “l’obbligo di difesa reciproca è vincolante per tutti gli Stati membri. Tuttavia non incide sulla neutralità di alcuni Stati membri ed è coerente con gli impegni dei Paesi membri della Nato”. Che nel 2030 l’adesione di Kiev alla Ue determinerebbe un automatico ingresso degli attuali 27 nel conflitto contro Mosca è un’affermazione non verificabile in quanto fa una previsione sul futuro: è possibile anche che al contrario l’iniziativa per la pace in Ucraina avviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia successo nel porre fine alla guerra prima di quella data. La parte più interessante del post di Orban allora è proprio quella inerente la clausola di reciproca difesa Ue: finora se n’era parlato poco, rispetto all’analogo meccanismo atlantico.
[l.g.]


