06.12.2025 – 15.30 – Dagli archivi della parrocchia di Madonna del Mare è emerso un vecchio spartito, inedito, scritto a mano da un sacerdote della comunità religiosa triestina, oggi defunto. Mette in musica il Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi. La composizione sarà eseguita in concerto lunedì 8 dicembre alle 19.30 nel santuario di Santa Maria Maggiore. Più unica che rara, l’occasione cade nell’ottavo centenario della stesura (1225-2025) dell’altrimenti detto Cantico di frate Sole, primo componimento letterario in lingua italiana di cui si conosca l’autore. L’autore della musica è invece padre Teodoro Dal Cengio, in arte Guido d’Altissimo. Della sua biografia si sa poco. “Nacque il 22 dicembre 1921 ad Altissimo, in provincia di Vicenza, e morì a Trieste il 22 gennaio 2008“, racconta il presidente della Società Polifonica di Santa Maria Maggiore Aldo Somma: “Veniva da una famiglia di musicisti, alcuni fratelli suonavano nella banda comunale. Era sacerdote e frate francescano. Trascorse la maggior parte della sua esistenza religiosa nella parrocchia di Madonna del Mare, all’epoca gestita dall’Ordine dei Frati minori del Triveneto”.
Sul web si trova un’omelia per la scomparsa di un suo fratello, Luigi, in cui si dà anche notizia di Teodoro Dal Cengio: “Teodoro è stato compositore e direttore d’orchestra a Trieste (chiesa Madonna del Mare); compose molte Messe a più voci e vari pezzi di musica sacra che venivano eseguiti da Luigi e i fratelli durante le celebrazioni ad Altissimo”. Ma come è avvenuto il ritrovamento del suo inedito spartito manoscritto? “L’esecuzione del brano avvenne sempre e solo sotto la sua direzione”, prosegue Aldo Somma: “Dopo la sua morte, la sua musica cadde nell’oblio. Ma alcuni di noi tuttora ricordano di aver cantato il Cantico con quella melodia. Si era giovani coristi, all’epoca del 750° anniversario della scomparsa di San Francesco, nel 1976. Recentemente abbiamo pensato che doveva esistere una partitura. E così abbiamo chiesto di avviare delle ricerche negli archivi della parrocchia di Madonna del Mare”. La ricerca ha avuto successo. Lo spartito, ritrovato, è stato affidato a Danilo Sisto, già corista di Santa Maria Maggiore e orchestrale di Contrabbasso al Teatro Verdi. Come un novello monaco amanuense, ha ricopiato il vecchio manoscritto in modo da renderlo fruibile ad altre persone. Per riuscirci, ha sfruttato le sue approfondite conoscenze musicali e culturali: una ordinaria competenza di scrittura non sarebbe stata sufficiente per eseguire un simile lavoro di copiatura.
E così, dopo mezzo secolo, la musica di padre Teodoro torna ad aleggiare negli spazi sacri di Trieste, in occasione dell’800° anniversario della composizione del Cantico delle Creature. Si tratta a tutti gli effetti di un inedito: la composizione finora non è stata pubblicata né registrata. “Non tutti sanno che Francesco e i suoi confratelli cantavano il Cantico“, prosegue Aldo Somma: “La musica medievale purtroppo è andata perduta, non ne esiste traccia scritta. In qualche modo riportiamo la poesia alla sua natura originaria”. San Francesco si accinse a scrivere il Cantico delle creature verso la fine della sua esistenza terrena, quando era ormai malato e infermo: invece che una supplica di guarigione, compose una lode a Dio per la creazione, la vita e la redenzione. Quando padre Teodoro Dal Cengio compose la musica per il Cantico, intese evidentemente omaggiare anche il Santo Patrono d’Italia, assieme alla Creazione divina. Analogamente il lavoro filologico e la serata in programma a Santa Maria Maggiore per questa Immacolata sono a loro volta un modo di aggiungere il ricordo di padre Teodoro alle celebrazioni per Francesco e per il Creato: stratificazioni di senso attraverso il tempo. L’appuntamento è lunedì 8 dicembre alle 19.30 appunto nella chiesa di via del Collegio. Il concerto per organo, archi, coro e solisti sarà interpretato dalla Società Polifonica di Santa Maria Maggiore e dall’associazione culturale “Ermes Grion” di Monfalcone per la direzione della maestra Denise Marcuzzi. Con fotografie di Isabella Appolonia. La prima assoluta si è svolta in Veneto, nella terra natale di Teodoro, all’inizio di questo novembre, un mese fa: quella di lunedì invece sarà la prima a Trieste. L’esecuzione durerà circa 25 minuti e sarà preceduta dalla lettura scenica di citazioni dalle Fonti francescane e dall’enciclica Laudato si’ (2015) di papa Francesco, interpretati da Franco Ongaro, attore teatrale e storico docente di Religione nelle scuole monfalconesi. Le Fonti francescane sono una raccolta che include testi autografi di San Francesco e Santa Chiara; cronache e testimonianze sulle loro vite; regole del nascente Ordine francescano. La scelta dei testi è stata curata da Patrizia Cavalli – vicepresidente della Società Polifonica di Santa Maria Maggiore ed esperta di letteratura francescana -, selezionando i brani più adatti a spiegare i motivi e le circostanze sottesi alla composizione del Cantico, come ad esempio la lite tra il podestà e il vescovo di Assisi: solo l’intervento di Francesco poté pacificarli. L’episodio è connesso alla strofa del perdono (Laudato si’, mi Segnore, per quilli ke perdonano per lo tuo amore…). La serata, in collaborazione con le Fondazioni Casali, rientra nella rassegna Nativitas Fvg 2025 – Canti e tradizioni natalizie in Friuli Venezia Giulia, organizzata dall’Unione delle società corali regionale (Usci Fvg).
[l.g.]


