19.12.2025 – 7.30 – Emergenza smog a Sarajevo, le autorità cantonali introducono divieti e invitano la popolazione a rimanere al chiuso. La testata N1 BiH descrive le misure adottate il 17 dicembre dal Ministero della Protezione ambientale del Cantone di Sarajevo su proposta di un organismo di esperti. Con un’ordinanza che dichiara lo stato di allerta (upozorenje) si applicano restrizioni all’intero conglomerato urbano bosniaco. “Vige il divieto di circolazione per le auto e i camion con motori Euro 2 e inferiori nella zona A (corrispondente a quattro località). Il traffico è vietato per i veicoli pesanti (oltre le 3,5 tonnellate) sull’arteria principale della città, con deviazione del traffico su percorsi alternativi”, si legge nell’articolo: “I lavori di costruzione all’aperto sono severamente vietati, così come gli assembramenti, al fine di tutelare la salute pubblica. Tutti gli impianti di generazione di calore superiori a 50 kW che utilizzano combustibili solidi e liquidi sono tenuti a ridurre la temperatura nei propri locali di almeno 2 °C. A partire dal 18 dicembre poi, le lezioni di educazione fisica non si terranno più nei cortili delle scuole. Ai bambini sarà vietato stare all’aperto durante le pause“. L’articolo specifica che si tratta di una situazione in costante evoluzione. Le autorità sanitarie inoltre hanno fortemente raccomandato agli abitanti (specie quelli più sensibili come bambini, anziani, individui con patologie respiratorie croniche o cardiovascolari) di rimanere in ambienti chiusi. E, quando ciò non sia possibile, di indossare mascherine protettive all’aperto. Secondo l’Independent, ieri sono stati addirittura cancellati voli in partenza dall’aeroporto di Sarajevo a causa della fitta coltre di nebbia che ha gravemente ridotto la visibilità nella capitale bosniaca. Non è una novità il problema nei Balcani e in particolare in Bosnia Erzegovina. Dell’emergenza smog a Sarajevo si parla ormai, se non ogni inverno, quasi. Come riportato dall’Associated Press, nel dicembre 2019 l’inquinamento atmosferico aveva già comportato restrizioni, tra cui il divieto di transito per alcuni veicoli, l’annullamento di tutti gli eventi pubblici all’aperto, il consiglio ai cittadini di rimanere al chiuso. Tre giorni fa poi, la capitale bosniaca è risultata addirittura la città più inquinata di quel giorno al mondo, nella classifica di IQAir. Ancor più inquinata di Dehli (India) e Lahore (Pakistan): questo 16 dicembre alle 9.24 AM PT respirare a Sarajevo è stato classificato addirittura come “pericoloso” con un indice di qualità dell’aria (Aqi) di 302. Secondo IQAir, la principale causa di tale inquinamento è il riscaldamento domestico, basato su legna umida e stufe a combustione inefficiente. In secondo luogo, IQAir cita la geografia di Sarajevo, incastrata in fondo a una valle circondata da alture. In terzo luogo, cita le emissioni di veicoli e fabbriche. IQAir è una multinazionale svizzera di tecnologie per la qualità dell’aria (sistemi di filtraggio, protezione dagli inquinanti, monitoraggio e così via) che cura un famosissimo portale di informazione sulla qualità dell’aria con dati in tempo reale sulle principali città del mondo. Dati che naturalmente cambiano costantemente nel tempo seguendo il mutare delle rilevazioni. Sempre il 16 dicembre, le autorità ministeriali di Sarajevo hanno registrato un picco nella concentrazione di inquinanti nell’aria, con particelle PM10 con valori medi di 200 µg/m³ in tre stazioni di monitoraggio.
[l.g.]


