Domani Zelensky da Trump. Ryabkov: “Mai così vicini alla pace”

27.12.2025 – 7.30 – Domani Zelensky è atteso da Trump. Dopo un’indiscrezione di Axios su un prossimo incontro ai massimi livelli di Kiev e Washington, il presidente ucraino ha confermato la sua imminente visita nella residenza privata dell’omologo statunitense Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, per discutere l’evoluzione delle condizioni di pace. Zelensky ha indicato come i nodi sul tavolo di domenica 28 dicembre la questione territoriale in Donbass, l’uso della centrale nucleare di Zaporizhia e le garanzie di sicurezza richieste da Kiev. Ieri in un’intervista a Politico Trump ha confermato a sua volta la visita. Ha tuttavia frenato nel merito, affermando che le proposte di Zelensky sono nulle, senza l’approvazione degli Stati Uniti. “Non ha niente (in mano) finché io non lo approvo, vediamo che cos’ha”, ha detto Trump, riferendosi al capo di Stato ucraino. Il 24 dicembre Zelensky ha svelato l’esistenza di un nuovo piano di pace in 20 punti, che si può leggere sui media ucraini. Tra i 20 punti: conferma della sovranità dello Stato ucraino; esercito ucraino con 800.000 soldati in tempo di pace; garanzie di sicurezza da parte di Nato, Europa e Usa su modello dell’articolo 5 della Nato; una “zona economica libera” nel Donbass come compromesso proposto dagli Stati Uniti per i territori contesi tra Mosca e Kiev; ingresso nell’Unione europea (“a un certo punto”) e status non nucleare dell’Ucraina. Il punto sulla centrale nucleare di Zaporizhia descrive un disaccordo tra Washington e Kiev: gli Stati Uniti si propongono come mediatori di una gestione trilaterale dell’impianto, mentre l’Ucraina vorrebbe escludere la Russia. L’indomani, 25 dicembre, Zelensky ha sentito i mediatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha commentato in televisione: “Il piano in 20 punti citato dai media ucraini differisce radicalmente dai 27 punti su cui stiamo lavorando con gli Stati Uniti nelle ultime settimane a partire da inizio dicembre”. Ciò nondimeno, il diplomatico russo ha indicato il giorno di Natale come un momento di svolta nelle trattative: “Penso che il 25 dicembre 2025 rimarrà nella memoria come il punto di svolta in cui ci siamo davvero avvicinati a risolvere (il conflitto). Se riusciremo a imprimere la spinta finale e raggiungere un accordo, dipende dalla volontà politica dell’altra parte. Kiev e i suoi sponsor, in particolare nell’Unione europea, non sono interessati a un accordo. Hanno raddoppiato i loro sforzi per sabotarlo”. Secondo Bloomberg, che cita fonti vicine al Cremlino, i 20 punti sono stati recepiti da Mosca come una base, benché ancora preliminare, su cui poter continuare a discutere. Sempre ieri, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha parlato alla radio Komsomolskaya Pravda dei colloqui tra Russia e Stati Uniti: “Tutti vogliono assicurarsi che il lavoro sia incentrato sui risultati. Le nostre posizioni sono riaffermate quotidianamente. Ci sono contatti. È una situazione insolita ma i contatti sono in corso e si stanno sviluppando su linee diverse. I contatti con gli Usa non devono trasformarsi in reality tv o talk show“.

[l.g.]

Ultime notizie

Dello stesso autore