L’ultima immersione a marzo aveva evidenziato che buona parte del corpo, per degradazione naturale o per predazione, si era ormai decomposto. Le pinne pettorali (le cosiddette “mani”), la testa e altre ossa erano rimaste al sicuro ancora in fondo al mare. Fino a qualche giorno fa quando è stato recuperato il pezzo più imponente, pesante e ingombrante. Era anche quello ancora parzialmente coperto da tessuti e parti molli che ne sconsigliavano l’estrazione dal mare.
A riferirlo è l’Area Marina Protetta di Miramare. “A decomposizione ormai completata e approfittando di una giornata di meteo clemente – si apprende da un post su Facebook -anche la testa della balenottera comune di Muggia è stata finalmente recuperata dal luogo dell’affondamento”. Si è trattato dell’intervento “indubbiamente più impegnativo dall’inizio del recupero“.
Il recupero


