Tra Ravenna e il Carso, così la pietra di Aurisina diventa protagonista con una mostra

06.11.2025 – 08.00 – Un ponte simbolico e materiale lega Ravenna al Carso. Sabato 8 novembre, alle 15, nella città romagnola si inaugura la mostra fotografica e documentaria “La Pietra di Aurisina, del Carso, dell’Istria in Italia e nel mondo”, un viaggio nella storia e nell’identità di uno dei materiali più iconici del Mediterraneo. L’esposizione resterà visitabile fino al 23 novembre e racconterà, attraverso immagini e documenti, duemila anni di arte, architettura e memoria collettiva, dal cuore delle cave fino ai capolavori realizzati con la pietra carsica.

L’iniziativa, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina in collaborazione con i Comuni di Ravenna, Duino-Aurisina e Capodistria, con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto DuinoBook – Le Origini, approda a Ravenna dopo le tappe di Trieste e della Fiera di Lubiana.
A rappresentare il territorio carsico all’inaugurazione sarà una delegazione di Duino-Aurisina guidata dal presidente del Gruppo Ermada, Massimo Romita, insieme a Gianpietro Colecchia, ambasciatore delle Città del Vino, Maddalena Giuffrida dell’associazione Casa C.A.V.E., Matej Caharija, giornalista e rappresentante di un’azienda di marmi, e Walter Stanissa, di storica famiglia aurisinese.

Cuore simbolico della mostra è il rapporto millenario tra la Pietra di Aurisina e Ravenna, città che custodisce uno dei più grandi capolavori realizzati con questo materiale: il Mausoleo di Teodorico, costruito nel VI secolo d.C. interamente con la pietra estratta dal Carso triestino. La sua cupola monolitica, un unico blocco di oltre 230 tonnellate, è ancora oggi oggetto di studio per la sua eccezionale tecnica costruttiva.
Da oltre cinque anni il Gruppo Ermada collabora con studiosi e istituzioni ravennati per approfondire la conoscenza di questo patrimonio comune, in un percorso di ricerca e valorizzazione turistica e culturale.

Estratta da oltre duemila anni, la Pietra di Aurisina – conosciuta anche come Karstmarmor o marmo del Carso – è apprezzata per compattezza e resistenza. Ha contribuito a costruire chiese e palazzi in tutto il bacino adriatico e nelle grandi capitali dell’Impero austro-ungarico, anche grazie alla ferrovia Vienna–Trieste che ne facilitò la diffusione. Le sue varietà – Aurisina Chiara, Fiorita, Granitello, Roman Stone, Lumachella – sono ancora oggi sinonimo di eleganza e tradizione.

La mostra si inserisce nel progetto KAMEN – Museo diffuso delle Cave e della Pietra di Aurisina, realizzato dal Comune di Duino-Aurisina e dall’associazione Casa C.A.V.E. per valorizzare il patrimonio geologico, artistico e umano legato all’estrazione. Un museo “senza pareti” che unisce arte, natura ed etnografia, con una visione transfrontaliera all’interno del Geoparco del Carso-Kras.
Accanto all’approccio scientifico, la rassegna propone anche uno sguardo artistico grazie agli scatti dei fotografi del progetto internazionale “Le Vie delle Foto”, curato da Linda Simeone. Tra gli autori: Paolo Bullo, Massimiliano Melchionne, Stefano De Faccio, Stefano Stel, Terry Manfrin, Riccardo Ciriello, Luca Meroi, Dario Buttazzoni e Ivano De Simon.
Le loro immagini restituiscono la vitalità della pietra, i gesti degli scalpellini, la luce che scolpisce le superfici: un racconto poetico e contemporaneo che lega passato e presente, natura e lavoro, Ravenna e il Carso.

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