Stop al torso nudo in città, ecco le modifiche al Regolamento di Polizia urbana

11.11.2025 – 14.38 – A Trieste non si potrà più camminare a torso nudo in centro città. E’ solo una delle modifiche principali al Regolamento di Polizia urbana, presentate questa mattina dall’assessore alla Sicurezza Caterina de Gavardo. Accanto a lei i consiglieri di FdI Massimo Codarin, Salvatore Porro e Ignazio Vania oltre che il comandante della Polizia locale Walter Milocchi. Si tratta di modifiche volte a “scoraggiare comportamenti inopportuni” ha detto l’assessore precisando che le stesse sono state proposte dai consiglieri sopra citati. “Il Regolamento – ha aggiunto de Gavardo – è uno strumento fondamentale per la convivenza civile della città“. Si partirà, dunque, da piccole aree sperimentali (come ad esempio il rione di San Vito in Quarta circoscrizione) per capire se le modifiche apportate “funzioneranno o meno”.

E’ doveroso specificare che si tratta di una proposta di variazione che dovrà superare il vaglio delle Circoscrizioni per poi approdare in Consiglio comunale per l’eventuale approvazione.

Per quanto riguarda il camminare a petto nudo – considerato “contrario al pubblico decoro” – se qualcuno verrà pizzicato a farlo all’interno del centro abitato, incapperà in una multa di 500 euro al massimo. Viene fatta eccezione per l’area balneare del lungomare di Barcola. “In Italia vi sono già centinaia di Comuni in cui vige questo divieto” ha sottolineato Porro. Altra proposta di modifica particolarmente rilevante riguarda l’introduzione del “controllo di vicinato” quale strumento di cittadinanza attiva volto a prevenire fenomeni di illecito e illegalità.

A tal proposito verrà elaborato un Protocollo – da siglare con Questura e Prefettura – per definire requisiti e ambiti di attività delle future “sentinelle”. Avranno inquadramento istituzionale e canali preferenziali con le Forze dell’Ordine. “Nessuna sostituzione” ha voluto chiarire l’assessore. Saranno figure che si proporranno in modo volontario.

“Ringrazio i colleghi di partito Nicole Matteoni e Claudio Giacomelli – ha detto Vania – per aver fortemente appoggiato la mia iniziativa partita dai residenti”. “Non saranno ronde di quartiere – ha precisato – anche se mi rendo conto che il confine sia labile ma che si tratta di vigilanza attiva della popolazione“.

La terza proposta di modifica riguarda il divieto di collocare lungo strade, ponti, facciate degli edifici, pali di sostegno e altri elementi di arredo urbano oggetti di ricordo e lucchetti con catene. Vengono incluse anche le cassettine di sicurezza per custodire oggetti di piccole dimensioni e chiavi (keybox). “Serviva un Regolamento al passo coi tempi – commenta Codarin – dunque avevo presentato una interrogazione su questo tema”. La sanzione ammonta a 50 euro con obbligo di rimozione. Verranno rimossi anche i dispositivi attualmente appesi ai semafori e pali della luce e restituiti laddove sarà possibile farlo.

L’ultima variazione riguarda – su proposta del sindaco Roberto Dipiazza – l’ampliamento delle zone dove vige il Dacur e Daspo urbano. Viene infatti inclusa anche l’area che va da Piazza Libertà lungo viale Miramare, tutta l’area del Punto Franco Vecchio per poi proseguire sempre su viale Miramare fino all’ingresso del Castello. Sono compresi tratti pedonali, banchine lungomare, stabilimenti balneari, aree attrezzate e aree verdi. In queste zone, in caso di comportamenti vietati come bivacchi e ubriachezza molesta, scatterà l’allontanamento di 48 ore da quel luogo.

[e.b.]

Ultime notizie

Dello stesso autore