03.11.2025 – 10.28 – Se il porto di Fiume proprio di recente ha sperimentato nuovi sistemi di digitalizzazione delle procedure doganali, Trieste ancora fatica su questo fronte. La tecnologia c’è, ma le code continue dei camion e i rallentamenti testimoniano come lo scalo sia ancora lontano dall’efficienza del digitale. Proprio di questo si è discusso, con riferimento al corridoio marittimo Trieste-Damietta (Egitto) in India, al Maritime Week 2025 di Mumbai. Il relatore era non a caso Circle Group, il quale ha portato la propria esperienza con la nuova tratta. In particolare il CEO Luca Abatello ha spiegato il modello International Fast & Secure Trade Lanes (IFSTL) che permette di integrare in un’unica infrastruttura digitale con la supply chain.
Considerando il contesto, ovvero il Maritime Week 2025 indiano, non sorprende che l’enfasi fosse sulle possibile direttrici logistiche tra il Nord Africa e Trieste, con l’occasionale citazione del Piano Mattei e della Via del Cotone tanto citata in questi giorni. Il corridoio Trieste-Damietta, il quale utilizza traffico Ro-Ro, adopera una piattaforma integrata per il controllo e la tracciabilità delle merci, interscambiabile tra le autorità egiziane e italiane. Non è poco, considerando come al di fuori dell’occidente e del Far East, le procedure burocratiche portuali siano ancora in larga parte cartacee.
Ricordiamo inoltre che Circle partecipa al progetto eFTI4LIVE, che riguarda la digitalizzazione del trasporto merci, e ha ottenuto un contributo a fondo perduto di 945.000 euro; il progetto è cofinanziato dal programma europeo CEF e ha l’obiettivo di sviluppare e testare piattaforme eFTI interoperabili nell’Unione Europea entro il 2027.
NextFreight, che è una controllata, avrà la responsabilità della progettazione e della sperimentazione della piattaforma, con un finanziamento di 620.000 euro, mentre Magellan Circle Italia si occuperà della comunicazione e del coinvolgimento degli stakeholder europei, con un importo di 325.000 euro.
[z.s.]


