21.11.2025 – 13.30 – Ritorna in città il più grande evento enogastronomico di qualità. La settima edizione di “Farmer & Artist“, dedicata al cibo buono, scalda i motori per ripresentarsi in veste “allungata”. Non più solo un weekend di eventi tutti da scoprire e gustare negli spazi del Mercato Coperto ma una settimana – dal primo al sette dicembre – per immergersi in un crocevia internazionale di sapori, culture e sostenibilità. A svelare il programma è stato questa mattina il vicesindaco Serena Tonel. Acanto a lei il presidente di Gal Carso – Las Kras David Pizziga e il coordinatore dell’evento Enrico Maria Milič. Presenti anche la fiduciaria di Slow Food Trieste Antonella Piccinelli e il responsabile di Campagna Amica Trieste e Gorizia Ivo Bozzatto. Quest’anno aderisce all’iniziativa anche la Fipe. L’evento clou si terra sabato 6 e domenica 7 dicembre quando sarà possibile incontrare le 50 aziende agricole aderenti all’iniziativa. Si troveranno prodotti da degustare e portare a casa. Tra i produttori ben 20 sono Presidi Slow Food ovvero cibi tipici e unici della tradizione mentre nove sono le aziende con certificazioni bio.
Oltre ad avere una durata più lunga, l’evento quest’anno si estende ancora più oltre i confini con l’adesione di farm e prodotti provenienti dall’Austria grazie a Slow Food Carinzia. I suoi aderenti si affiancheranno, dunque, alle aziende di Carso, Istria, Quarnero, Slovenia, Croazia, Friuli, Lombardia e Veneto. L’ingresso all’evento è gratuito con apertura sabato 6 dicembre dalle 11 alle 20 e domenica 7 dalle 10 alle 19.
Prodotti in esposizione
Il visitatore potrà trovare prodotti basati su farine locali e sostenibili come quelle di Fiumicello a grani antichi ma anche dolci triestini a km zero. Ampia la selezione di formaggi di alta qualità e a latte crudo. Si spazierà dai pecorini di Pecora Carsolina istriana ai caprini d’Istria fino al Gailtaler Almkase e allo Storico Ribelle e al Fodom. Non mancheranno frutta e derivati come le pere Klotzen e le Antiche Mele dell’alto Friuli. E poi fiumi di liquori agricoli come il gin al miele del Carso e il Vin de Rosa. Spazio poi agli oli extra vergini di oliva di Bianchera da olivi secolari di Carso e Istria che incontreranno l’olio di zucca della Carinzia. La ricchezza del territorio sarà espressa anche attraverso ortaggi e legumi come il fagiolo di San Quirino, salumi sostenibili quali Pitina e Varhackara. Ed infine, sottaceti come la cipolla di Cavasso, peperoncini, tartufi locali e una selezione di vini del Carso, Istria e Austria insieme a birre artigianali.
Anteprime
L’intera settimana è animata dalle anteprime. Una serie di appuntamenti che dal primo al cinque dicembre trasformeranno il Friuli Venezia Giulia in una casa internazionale del cibo slow. Sono in programma tre cene Gourmet con sei cuochi dell’Alleanza Slow Food provenienti da tutto il Nord Est. Si parte il 3 dicembre alle 20 alla Lokanda Devetak con Oskar Messner. Lo chef del Pitzock proporrà una cena che unisce le montagne altoatesine e il Carso tra lo speck della Val di Funes, il prosciutto d’agnello di Villnosser Brillenschaf e il biscotto salato di San Quirino. Il 4 dicembre da Mimì e Cocotte, Giovanna Abbondanza e Paolo Betti uniranno il Carso alla Valsugana proponendo il ragù di pecora carsolina. Infine, il 5 dicembre, il neo ristorante Zinzendorf di Opicina ospiterà i cuochi Domenico Scotto e Alessandro Rosato con Galdino Zara.
Eventi
Il programma 2025 si arricchisce lunedì primo dicembre con la presentazione alle 17.30 della “Guida Slow Wine 2026 – Vite, vigne, vini d’Italia” all’Antico Caffè San Marco con Elisa De Nardo. Una degustazione, il 2 dicembre alle 18.30, di “Vini in Pietra” è programmata alla Bottiglia Volante in via Paganini e dedicata ai vini del Carso fermentati in tini di pietra. Ritornano anche i Laboratori del Gusto. Nove appuntamenti che offriranno esperienze sensoriali su oli, fermentazioni, mieli, formaggi e vini transfrontalieri. Per i più piccoli sono quattro le proposte di attività creative e didattiche sul mondo delle api e degli aromi. Non mancherà la musica con il Gypsology Quartet. Due concerti gratuiti al primo piano del Mercato Coperto sabato 17.30-19.30 e domenica 16-18.
Riflessioni
“Questo evento richiama la vocazione storica del Mercato Coperto in modo innovativo e in linea con le esigenze dei consumatori” ha detto Tonel. “Ogni prodotto racconta tanto di chi lo propone e del suo territorio” ha aggiunto. Pizziga invece ha parlato di “evento che da piccolo è diventato medio grande” e di “produttori che lottano per essere presenti”. Dunque ha inviato ad immaginarlo come una “app sul telefono” per avvicinare i più giovani “affinchè questi prodotti li usino nelle loro cucine”.
Enrico Maria Milič punta a rendere “Farmer & Artist” l’evento enogastronomico di alta qualità “di riferimento della città”. Dunque una riflessione sulla filosofia della manifestazione. “Questa città – secondo l’organizzatore – ha perso un pò il legame col produttore, le famose venderigole“. Inoltre, “manca un’educazione al cibo che non è solo carburante ma deve essere salubre e appropriato”. Obiettivo per quest’anno ? “Raggiungere le 4mila presenze registrate l’anno scorso in due giorni“.
Il futuro del Mercato Coperto
La conferenza stampa è stata l’occasione per pensare al futuro del Mercato Coperto. Sollecitata dalla Fipe, il vicesindaco ha riferito che il Comune “sta cercando un partner che faccia del Mercato Coperto un hub enogastronomico 365 giorni all’anno“. Tuttavia, “servono interventi strutturali importanti di adattamento tra i 6 e gli 8 milioni di euro“. Tonel ha inoltre ricordato che la struttura di via Carducci “è vincolata dal punto di vista architettonico”. Un progetto era stato approvato dalla Giunta a luglio 2021 e fissava le linee strategiche del Mercato. “Si potrebbe pescare il partner anche all’estero” ha concluso la vicesindaca. Questo “qualcuno” dovrebbe gestire la struttura a lungo termine, farla diventare un “business sostenibile“. La Fipe si è detta pronta a fare la sua parte in un’ottica di largo respiro. La ricetta vincente potrebbe essere ancora una volta quella del “fare rete” e restituire al Mercato Coperto una volta per tutte la sua vocazione storica.
[e.b.]


