19.10.2025 – 11.47 – Una chemioterapia che non devasta, ma colpisce solo dove necessario. È questa l’ultima promessa alla lotta dei tumori più rari, emersa con la proposta di un nuovo farmaco di ultima generazione testato da un gruppo internazionale di ricerca che coinvolge l’Università di Bologna e l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications, mostrano una completa regressione della malattia in modelli animali di neuroblastoma e rabdomiosarcoma, due forme di tumori rari infantili, e anche nel tumore del colon, uno dei più diffusi in Italia.
La chiave sta negli anticorpi-coniugati, delle molecole considerate una delle frontiere più avanzate nel campo dell’oncologia di precisione. Una vera e propria sorta di “missile intelligente”: in pratica l’anticorpo individua la cellula tumorale e le recapita una molecola chemioterapica altamente tossica, ma in modo totalmente selettivo, risparmiando quelli che sono invece i tessuti sani. È stata una proteina specifica, chiamata ALK (anaplatic lymphona kinase), il bersaglio specifico su cui hanno lavorato gli studiosi del Children’s Hospital di Philadelphia: quest’ultima si concentra infatti in quantità generosa sulla superficie di molte cellule tumorali, e praticamente assente in quelle sane.
Ed è proprio questo l’input che ha innescato l’idea di creare un anticorpo umanizzato, capace così di riconoscerla e di veicolare la chemioterapia solo dove serve veramente.
“Abbiamo osservato una regressione completa del tumore che si mantiene anche dopo la conclusione della terapia”, ha spiegato la professoressa Mattia Lauriola, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater. Si tratta di una scoperta che apre nuove prospettive anche per il cancro del colon, tipologia di tumore che ogni anno colpisce circa 50.000 italiani.
“La proteina ALK si conferma un target promettente per diversi tipi di tumore – ha continuato poi una ricercatrice del Sant’Orsola, Martina Mazzeschi – e la nostra speranza è ampliare presto le applicazioni cliniche”. Il prossimo passo? L’avvio dei test clinici sull’uomo. Se i risultati saranno confermati, potrebbe aprirsi una nuova stagione nella lotta al cancro: una “chemioterapia di precisione” che non distrugge, ma cura con intelligenza, selezione.
[n.m]


