21.02.2024 – 07.01 – Un mazzo di carte che celebra Trieste e il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi monumenti, le sue città, i suoi paesaggi più iconici. Si tratta del mazzo di carte disegnato dagli studenti, ma prodotto dalla Modiano visibile alla mostra ‘Ciclo e riciclo tra gioco e identità‘ al via domani, il 22 febbraio, al Museo Sartorio di Trieste. L’esposizione mira a far conoscere la storia delle carte – triestine e non solo – attraverso l’operato degli studenti friulani e giuliani coinvolto nel progetto speciale ‘Le Mani d’Oro‘ ideato e prodotto dall’associazione Opera Viva. Come possono le carte da gioco ‘raccontare’ Trieste e il FVG? E come possono le esigenze moderne dell’ambiente e dell’economia circolare fondersi con una moderna industria ‘di carta’ quale l’odierna Modiano?
Lorena Matic, ideatrice della mostra e direttrice artistica dell’associazione triestina ‘Opera viva’, ha osservato che il progetto “ha come obiettivo di mettere in relazione l’eccellenza del territorio in ambito imprenditoriale con la creatività che ritroviamo nell’ambito delle scuole. Nell’anno corrente abbiamo fatto un concorso di idee su un doppio percorso: nel primo si produce un nuovo prodotto, nel secondo invece si recupera lo scarto, riciclandolo e trasformandolo in qualcosa d’altro, dando vita a qualcosa che verrebbe altrimenti eliminato”.
Pertanto “Il liceo artistico Sello di Udine ha progettato dei corpus di illustrazioni – 14 immagini – che ogni ragazzo o gruppo hanno interpretato; e da questa quantità di disegni hanno scelto quattro che andranno a formare picche, quadri, cuori e fiori. È stato poi loro fornito un elenco dei luoghi del Friuli Venezia Giulia che dovevano illustrare; luoghi paesaggistici-culturali-identitari della nostra Regione. Aquileia con l’area archeologica, le Dolomiti friulane…”
E Trieste? Non è mancata “con Piazza Unità d’Italia, la più grande piazza che si affaccia sul mare” e “Sgonico, in provincia di Trieste, dove c’è la Grotta Gigante, a sua volta tra le grotte più grandi al mondo”.
Ma senza limitarsi ai confini ‘nazionali’, infatti “abbiamo anche incluso Piazza della Transalpina, a metà tra Gorizia e Nova Gorica“. Ed è anche “un progetto transfrontaliero, perchè coinvolgiamo le scuole oltre confine; ad esempio la Pietro Coppo di Isola, partendo dal gioco delle carte, hanno progetto dei nuovi giochi dedicati al mondo dell’infanzia che presenteremo a marzo assieme all’annesso catalogo”.
Riassumendo “si parte con la volontà di interpretare, dal punto di vista dei giovani, questi luoghi e proiettarli all’interno di un nuovo mazzo di carte regionale”.
Una ricerca a tutto tondo, infatti le progettazioni sono partite “dallo studio delle carte; c’è chi ha iniziato dai tarocchi, dalle carte triestine, napoletane e così via”.
Tuttavia non è tutto, perchè “con gli scarti di produzione – ad esempio le carte difettate – gli alunni delle scuole, specie della D’Annunzio e Fabiani di Gorizia, hanno rielaborato lo scarto realizzando un nuovo tessuto e dagli studi, dai bozzetti dell’abito, ne è stato selezionato uno, poi realizzato a dimensioni naturali, indossabile. Da qui il sottotitolo della mostra: c’è il ciclo produttivo aziendale e c’è il riciclo”.
La Modiano è una delle realtà industriali di Trieste più antiche e pertanto “ci saranno in mostra anche delle immagini storiche, provenienti dall’archivio Modiano, che mostrano il processo di lavoro che porta alla produzione di una carta: taglio, calandratura, confezionamento, inscatolamento e così via”. In definitiva “si parte dai primi del novecento e si giunge fino agli anni Ottanta, osservando l’operatività dell’azienda come era un tempo”.
“Il gioco – osserva la Matic – è importante anche come strumento di condivisione”. E non a caso all’inaugurazione, prevista domani, ci sarà un momento per conoscere assieme ai soci dell’UICI Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Trieste come il gioco sia un linguaggio universale, con due soci “che ci parleranno di quali adattamenti servono per giocare a carte o ad altri giochi societari. E proprio in quell’occasione apriremo i mazzi di carte e vedremo il risultato finale”. Anche le immagini storiche saranno, a propria volta, corredate di QRCode sonori, fruibili da un pubblico non vedente.
E il mazzo del FVG? Rimarrà un prodotto non acquistabile, in quanto “stampato dalla Modiano in edizione limitata, ma solo per gli studenti partecipanti, quasi un centinaio in tutto il FVG”. Un (involontario) oggetto da collezione.
[z.s.]


