20.10.2025 – 07.01 – Antiche e gigantesche strutture preistoriche scoperte nel Carso, tra la Venezia Giulia e la Slovenia. Gli archeologi sloveni hanno annunciato di aver scoperto nella regione sud occidentale del Carso uno degli esempi di maggiori dimensioni di architetture preistorica utilizzata per la caccia. Non è certo Stonehenge, ma impressiona comunque: trattasi di file di muretti realizzati con pietre incastrate a secco e lunghe interi chilometri, utilizzati onde incanalare le greggi degli animali selvatici dell’epoca e intrappolarle.
L’incredibile scoperta è stata realizzata grazie a ritrovamenti effettuati mediante scansioni aeree col laser (LiDAR), ricerche sul campo e piccoli scavi.
Dimitrij Mlekuž Vrhovnik, ricercatore dalla facoltà di Lubiana (Faculty of Arts) e Tomaž Fabec, afferente all’istituto per la protezione del ‘Cultural Heritage’ della Slovenia hanno discusso la recente scoperta, frutto di due anni di lavoro, nella prestigiosa rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences‘ (PNAS).
Le ‘megastrutture’ scoperte per caso
La scoperta, avvenuta per caso, ha estrapolato la presenza in età preistorica di lunghi e bassi corridoi di pietra, dalla forma di imbuti, che terminavano con trappole inserite sotto delle sporgenze rocciose. Simili strutture rimasero in uso per migliaia di anni, prima di venire abbandonate 3500 anni fa con l’avvento dell’agricoltura. Queste ‘megastrutture‘, come vengono definite, dimostrano che le comunità preistoriche erano in grado di modificare il paesaggio su larga scala e il tutto nei secoli a seguito dell’ultima glaciazione.
Ma come funzionavano?
Ma che cosa cacciavano i nostri antenati? I muretti servivano a cacciare grandi quantità di cervi rossi, sfruttando i percorsi naturali degli animali e in particolare le rotte migratorie. Le costruzioni dimostrano infatti come i nostri antenati avessero una conoscenza sofisticata del terreno, oltre ad avere la capacità di coordinare grandi gruppi di persone per le costruzioni in oggetto. Inoltre simili trappole avrebbero garantito ampie riserve di carne, da consumare durante le feste della comunità e/o rituali religiosi, dimostrando che la società precedente all’agricoltura avesse comunque strutture sociali sfaccettate.
Il Carso si dimostra pertanto di nuovo fecondo di scoperte, da entrambi i confini; non vi sono solo i castellieri.
[z.s.]


