29.10.2025 – 15.11 – Ampliare le conoscenze. Riscoprire le architetture cittadine per riaprire un dibattito interno al Comune e alle professioni. Perchè nella vita anche un bel vivere e un bel vedere contano. Sono questi gli obiettivi dell’Accordo di collaborazione sottoscritto dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste e dal Servizio Pianificazione Territoriale del Comune di Trieste. L’intesa è stata presentata questa mattina dall’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder. Era affiancato dal direttore del Servizio pianificazione del territorio Eddi Dalla Betta. Presenti inoltre il direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università Paolo Gallina. La premessa è che negli ultimi anni il centro storico ha attirato sempre più turisti, anche da Paesi fuori dall’Unione Europea, grazie al suo fascino storico e culturale.
Questo ha rafforzato il ruolo di Trieste come città di interesse culturale e turistico nel contesto europeo e mediterraneo. Oltre alle architetture del centro storico ora “è interessante ampliare lo sguardo per abbracciare l’intero territorio comunale dove si possono riscoprire molti brani di architettura contemporanea”. Ecco che l’Università di Trieste e il Comune intendono approfondirli al fine di promuoverne la conoscenza e la divulgazione.
“Con questo accordo vogliamo tutelare il bello della nostra città – ha sottolineato Babuder – valorizzando il patrimonio del nostro centro storico ma anche quelli che sono elementi distintivi di un’architettura più recente che si è sviluppata sia in centro che nei rioni periferici, come ad esempio Valmaura e Giarizzole, che riportano di rilevanti interventi più contemporanei”. Il Dipartimento rappresenta un’eccellenza nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, ed è un punto di riferimento per la formazione e la ricerca a livello regionale e nazionale.
Questa scelta nasce dalla consapevolezza che oggi lo studio dell’architettura cittadina si concentra quasi esclusivamente sulle opere realizzate fino agli anni Cinquanta. Tuttavia, negli ultimi settant’anni sono stati costruiti molti edifici di valore, alcuni pubblicati su riviste specializzate nazionali e internazionali, altri meno noti ma comunque di grande qualità.
L’architetto Dalla Betta ha sottolineato che questo “è un ulteriore tassello che compone il mosaico delle collaborazioni attivate con il sistema universitario”. L’accordo vuole essere infatti uno strumento utile per far conoscere meglio il patrimonio architettonico della città, che non si limita al centro storico ma include anche le periferie e le costruzioni più recenti. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio storico e culturale, prestando particolare attenzione al design, all’arredo e al decoro degli spazi pubblici.
Nell’ambito della collaborazione, il Comune si impegna a rendere disponibile la documentazione dell’Archivio Tecnico necessaria alla ricostruzione della storia degli edifici di architettura contemporanea. Tale materiale, composto da disegni, progetti, atti e provvedimenti amministrativi, sarà accessibile anche per finalità di studio, ricerca e divulgazione culturale. L’Università impiegherà la documentazione messa a disposizione per attività di divulgazione culturale, attraverso pubblicazioni, conferenze, percorsi di conoscenza e altre iniziative volte a promuovere l’architettura contemporanea.
I risultati della collaborazione potranno essere valorizzati attraverso eventi culturali, seminari e conferenze, con l’obiettivo di evidenziare il ruolo dell’architettura di qualità nello sviluppo sostenibile e identitario della città e del territorio.
[e.b.]


