‘Remigrazione’ e lo sforzo delle risorse di Polizia. La posizione del Sap Fvg

27.09.2025 – 12.18 – È in atto in questi tempi un dibattito sulla cosiddetta “remigrazione”, sui costi pubblici da sostenere per attuarla e lo sforzo in termini di risorse di Polizia. Ma quanto costano alla società ed ai conti pubblici i reati e coloro che li commettono? Quanto costano i criminali? Sono le domande che il Sap – il primo sindacato di Polizia in Friuli Venezia Giulia rappresentato da Lorenzo Tamaro – si pone dandosi autonomamente la risposta. “Moltissimo” si legge infatti nella nota. “Infatti, dopo la commissione di un reato lo Stato deve spendere prima per le forze di Polizia che intervengono e/o svolgono le indagini, poi per il relativo procedimento e processo Penale con relativa difesa d’ufficio con il patrocinio gratuito dello Stato” prosegue. “Infine, anche per un eventuale detenzione in una casa circondariale e/o rimpatrio, se trattasi di cittadino straniero” e “spesso sono necessarie anche cure mediche”.

Due detenuti su tre nel carcere di Trieste provengono da Paesi stranieri, analogamente a molte altre realtà carcerarie d’Italia. Secondo il sindacato “dare la certezza della pena e rimpatriare i criminali ha certamente un costo, ma costituisce anche un buon investimento affinché queste persone non continuino nella loro condotta delinquenziale e rimettano quindi in moto la macchina della spesa pubblica”. “Serve quindi dare più certezza della pena e rendere più possibili i rimpatri soprattutto quelli dei criminali e per fare questo servono più strutture come carceri e Cpr, oggi sovraffollate e più personale come forze dell’ordine”.

Il Sap lo denuncia da più di 15 anni e con diversi Governi: servono più poliziotti per la prevenzione e repressione dei reati, in tutte quattro le provincie del Friuli-Venezia Giulia e d’Italia. “Serve anche però cercare di arginare l’arrivo di nuovi migranti irregolari, senza dare più loro l’illusione di una vita migliore e tanto meno di un’integrazione che non troveranno, come non l’hanno trovata chi li ha preceduti, entrati illegalmente sul nostro territorio” si legge ancora nella nota.

Chi oggi critica la sospensione di Schengen e l’utilizzo/spreco di personale aggregato da altre provincie per questo scopo, lo fa esclusivamente a fini ideologici e politici e lo stesso vale per chi mette in evidenza i costi dei rimpatri”.

Il Sap ritiene che “al contrario sarebbe più utile trovare delle soluzioni per poter aumentare il numero di rimpatri diminuendo le spese e nel caso delle cinte confinarie, riformulare gli accordi internazionali per le riammissioni, per poter rimandare indietro chi illegalmente e senza averne diritto entra sul nostro territorio passando per un Paese europeo e dell’area Schengen, dove i diritti umani sono garantiti.

Servono Cpr in ogni regione d’Italia e riservare più posti in quello di Gradisca per le esigenze del Friuli Venezia Giulia.  Serve inoltre che si costituisca in tempi brevi un Reparto Mobile ed un Reparto Prevenzione Crimine in regione“. “È chiaro, tutto questo ha un costo” prosegue il sindacato nella nota. Poi precisa che “è un costo la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, alla droga, ai furti nelle case, alle truffe, alle rapine e perfino i servizi di ordine pubblico per contenere e limitare al massimo i professionisti del disordine che sfasciano le città d’Italia con la scusa di un improbabile ideale che giustifiche le devastazioni”.

“Cosa facciamo, risparmiamo e permettiamo tutto ciò? Abbiamo due strade: o continuiamo ad investire sulla sicurezza, oppure soccombiamo alla criminalità, alla violenza e al caos. Chi pone solo critiche, sarebbe bene che avanzasse piuttosto delle proposte concrete per risolvere i problemi, perché chi non porta almeno una parte della soluzione, è parte del problema” conclude.

[c.s.] [e.b.]

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