15.08.2025 – 07.01 – Una nave per un pellegrinaggio simbolo della pace e del Mediterraneo. È la Bel Espoir, attraccata ieri presso il molo Audace: una bella goletta dei tempi che furono, impegnata in un viaggio organizzato e animato dai giovani. L’iniziativa, sulla scia degli ‘Incontri del Mediterraneo’ di Bari (2020), Firenze (2022), Marsiglia (2023) e Tirana (2024), è stata organizzata dalla diocesi di Marsiglia e prevede, da marzo ad ottobre 2025, otto mesi di navigazione e otto diverse tappe, col coinvolgimento attivo di 200 giovani provenienti da entrambe le coste del Mediterraneo, di religioni diverse, ma accomunati dal volersi porre in dialogo e confronto. Sotto il profilo liturgico questo viaggio via mare corrisponde all’Anno Santo e viene pertanto definito un pellegrinaggio.
Sotto il profilo organizzativo la nave, presentata giovedì 14 agosto alla stampa, rimarrà a Trieste fino al 17. Il pellegrinaggio si sviluppa attraverso diverse tappe (siamo alla sesta, da Durazzo a Trieste); mentre si è in mare i 20 giovani di volta in volta presenti discutono temi religiosi, sociali e culturali, mentre una volta approdati nella città di destinazione partecipano ad alcuni incontri incentrati su temi specifici. Trieste è stata scelta onde discutere ad esempio il tema della migrazione. I giovani a bordo hanno di solito tra i 20 e i 35 anni e provenienze piuttosto svariate: tra le tante menzioniamo Albania, Algeria, Bosnia, Egitto, Francia, Gerusalemme, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Palestina, Spagna e Tunisia. Fabbricazione danese, classe 1944, la Bel Espoir è invece una goletta a tre alberi di 29 metri restaurata di recente; l’ultimo tappa del viaggio sarà proprio Marsiglia, dove tutto era iniziato.
Mallys Piquet e Don Sergio Frausin, tra gli organizzatori del viaggio, hanno spiegato che ‘Med25‘, qual è il nome dell’iniziativa, “mira a creare la pace a livello dell’esperienza vera, autentica, non della politica” attraverso “un incontro vero e semplice con l’altro, condividendo riflessioni ed esperienze con chi non avresti mai conosciuto”.
“Dopo quest’esperienza – riflette Piquet – il Mediterraneo è per me tanti volti, tanti giovani conosciuti: solo attraverso la conoscenza reciproca vi può essere comprensione”.
“L’idea della nave per il pellegrinaggio era di papa Francesco che desiderava un Mediterraneo luogo di pace, non di divisione”.
Tra i giovani presenti è stato possibile scambiare qualche parola con la giovane Anfel, studentessa di Medicina che lavora come animatrice, dall’Algeria; Taher che ha lavorato nell’ambito della finanza, dalla Tunisia ed Efshatios, attivo in diverse organizzazioni no profit a difesa delle minoranze, dalla Grecia. Tutti e tre hanno raccontato la propria esperienza all’interno di tavoli di confronto e dialogo interculturale e interreligioso.
Sul tema della migrazione Taher ha osservato che “servono responsabilità condivise anche da parte dei paesi di partenza, posso capire la posizione anche dei paesi riceventi il flusso migratorio, quale l’Italia; il processo di migrazione andrebbe regolato”.
“Il Med dev’essere più un ponte, che un confine” – ha riflettuto Anfel – ci aspettiamo molto da Trieste che abbiamo letto viene definita un ‘santuario di pace‘”.
[z.s.]


