18.07.25 – 15:55 – In Italia i reati informatici sono in costante aumento, un tema che ad oggi risulta essere molto caldo a livello globale.
I dati Istat e le statistiche del ministero dell’Interno riportano che le truffe informatiche si posizionano al secondo posto nella classifica delle denunce in Italia. Per la precisione oltre 300 mila nel 2023.
Truffe e furti telematici sono divenuti una delle piaghe dell’era contemporanea, specialmente perché navigare online risulta pressoché automatico e necessario.
Tra le tipologie più diffuse, emergono il phishing, vendite fasulle, falsi bonifici tramite email, sms e PEC. Tutte con uno stesso obiettivo: estorcere dati sensibili.
A tal proposito, il sito Truffa.net – sulla base di dati Istat, ‘Il Sole 24 Ore‘ e Confartigianato – ha stilato la classifica delle regioni e delle province maggiormente colpite.
Il Friuli Venezia Giulia si ritrova ad essere la sesta regione più colpita nel Paese, mentre Trieste e Gorizia sono rispettivamente al 16° e 19° posto.
Nel dettaglio, Trieste registra un aumento del 21,3%, mentre Gorizia del 25%.
Una precisione è però necessaria. Le truffe informatiche sembrano avanzare di pari passo con il livello di sviluppo economico, sociale e di digitalizzazione. Infatti, maggiore è l’evoluzione informatica di una regione, maggiore è il rischio che essa cada nel mirino dei cybercriminali. Ciò è testimoniato dalla spiccata asimmetria territoriale della distribuzione delle truffe informatiche in Italia. Nelle province del Sud – in media – compaiono meno denunce rispetto a quelle del Centro-Nord.
Dando ora uno sguardo complessivo, è bene sottolineare che l’Italia non rientra tra i Paesi del mondo più colpiti, posizionandosi per il suo livello di cybersicurezza al nono posto (report Kloudle, febbraio 2025). E anche per il National Cyber Security Index (NCSI), l’Italia non sfigura con un dignitoso quinto posto al mondo.
Nonostante il cybercrime sia in crescita, il nostro Paese, per ora, resiste e si impegna a mantenere alti i propri standard di sicurezza. Ciò che è certo, però, è che l’evoluzione tecnologica va alla velocità della luce, e che l’Italia dovrà accelerare il passo per non rischiare di rimanere indietro.
Lo studio completo è consultabile sul sito di Truffa.net.
[e.s.]


