11.07.2025 – 14.12 – È noto come la crescita tanto di Trieste quanto del suo porto l’abbiano esposta negli ultimi anni a infiltrazioni di carattere mafioso: naturale conseguenza dell’avere ingenti fondi finanziari in gestione, con particolare riferimento agli stanziamenti europei o al PNRR. Gli stanziamenti per le nuove infrastrutture portuali, ad esempio; o gli investimenti immobiliari nel Porto Vecchio, in un altro caso; non vi sono stati finora casi negativi, ma in Italia questo genere di settori sono di solito privilegiati per il riciclaggio del denaro.
Un primo passo onde scoraggiare simili rischi, finora mai avvenuti nella città, è stato compiuto oggi, venerdì 11 luglio, con la firma di un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Trieste personificato dal sindaco Roberto Dipiazza e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza Michele Pallini. Alla cerimonia ha partecipato anche il Comandante Regionale FVG della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Fabrizio Nieddu.
Il protocollo che ha come scopo principale di prevenire illeciti connessi al PNRR, semplifica lo scambio di dati e di informazioni di interesse investigativo tra le due amministrazioni con riferimento a interventi finanziati con risorse pubbliche.
L’oggetto di indagine sono infatti finanziamenti, contributi ed erogazioni di derivazione regionale, nazionale e comunitaria, stanziate ed erogate anche con riguardo alle misure del PNRR/PNC.
Si desidera inoltre formare il personale impiegato nelle attività di controllo; non è dopotutto importante solo scambiare i dati, quanto sapere quali dati scambiare, quali saper condividere.
Oltre al PNRR verranno attenzionati anche i ‘Fondi di Sviluppo regionale’ (FESR) destinati a ridurre gli squilibri tra le regioni europee o dal ‘Fondo di Sviluppo e Coesione’ (FSC), i controlli riguarderanno nello specifico anche le misure di sostegno o di incentivo a valere sul ‘Fondo Sociale Europeo’ (FSE). Non solo frodi, ma si discute anche di corruzione, conflitti di interesse e duplicazione dei finanziamenti.
[z.s.]


