07.07.2025 – 10.00 – Meno conosciuta di SISSA e ICTP, l’ICGEB di Trieste è comunque parte di quella compagine di enti e società che fa capo all’ecosistema scientifico del capoluogo. Il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, ormai con trent’anni di attività, ha infatti tre sedi: a Trieste, Cape Town e a New Delhi, con 575 ricercatori coinvolti. La Direzione generale però ha sede proprio a Trieste, la quale ha poi incaricato la sede indiana di seguire una serie di esperimenti scientifici in corso nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). In particolare l’ICGEB ha incaricato l’astronauta dell’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (ISRO) e Capitano di Gruppo Shubhanshu Shukla di seguire due diversi filoni di studi, il tutto nella cornice della Missione Axiom 4 (Ax-4).
L’astronauta specificatamente studierà la crescita e il metabolismo di microalghe commestibili in microgravità e le potenziali applicazioni per la nutrizione dell’equipaggio, il riciclo delle acque reflue e la conversione dell’anidride carbonica in ossigeno.
Il secondo studio coinvolgerà invece due ceppi di cianobatteri, di particolare interesse perchè capaci di fotosintesi. Lo studio mira al possibile utilizzo dei procarioti in questione per il riciclaggio del carbonio e dell’azoto in ambienti spaziali chiusi.
Molta attenzione è rivolta verso il primo studio, co-progettato dal gruppo di ingegneria metabolica dell’ICGEB Nuova Delhi sotto la guida del Dr. Shashi Kumar con l’Istituto Nazionale di Ricerca sul Genoma Vegetale (NIPGR). Si tratta di un’iniziativa di collaborazione tra ISRO (Indian Space Research Organisation) e NASA; il progetto osserva le caratteristiche di tre specie di microalghe in ambienti con microgravità; lo scopo riguarda l’analisi delle capacità per la fissazione dell’anidride carbonica, la produzione di ossigeno, il trattamento delle acque reflue e la possibilità di impiego come fonte di nutrimento e come meccanismo di mantenimento della vita per gli astronauti; la riproduzione di circostanze di missioni spaziali di durata estesa fa sì che l’indagine punti a un progresso per metodi di mantenimento della vita autonomi per esplorazioni nello spazio profondo.
[z.s.]


