Restaurata una Crocifissione del ’600: il dipinto torna nella chiesa di Sant’Antonio

25.06.2025 – 18:35 – È stata presentata questa mattina, mercoledì 25 giugno, presso il vestibolo monumentale della Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, la restituzione alla città di un pregevole dipinto del XVII secolo raffigurante la Crocifissione, recentemente sottoposto a un complesso intervento di restauro promosso dal Rotary Club Trieste con la partecipazione delle Fondazioni Casali. L’opera, già collocata originariamente all’interno dell’antica Chiesa di Sant’Antonio – demolita nel 1827 per far posto all’attuale edificio neoclassico – è stata nuovamente inserita in un contesto architettonico coerente e suggestivo: una nicchia dell’ambiente intermedio tra la navata e la pubblica via, corrispondente all’area dell’antico abside. I lavori di restauro, condotti tra gennaio e giugno 2025 sotto la direzione della Soprintendenza e con il contributo degli storici dell’arte del Ministero della Cultura e dell’Università di Trieste, hanno permesso di recuperare l’olio su tela, gravemente deteriorato nel tempo a causa di numerosi trasferimenti e trattamenti conservativi inadeguati. L’intervento ha incluso approfondimenti diagnostici, tra cui indagini radiografiche, che hanno fornito nuove chiavi di lettura sull’opera e sulla sua attribuzione, inizialmente riferita a Carlo Cignani (1628-1719) e poi al figlio Felice (1660-1724), ma oggetto di ulteriori valutazioni da parte degli esperti.

Nel corso della cerimonia è stata anche presentata la nuova guida dedicata alla Chiesa di Sant’Antonio, realizzata nell’ambito di un progetto condiviso tra Rotary Club Trieste e Università di Trieste – SMATS (Sistema Museale d’Ateneo). Il volume, curato da Rossella Fabiani e Adelio Paladini, offre un approfondimento storico-artistico sull’edificio e include materiali documentali inediti, provenienti dall’Archivio tecnico del Comune di Trieste e da collezioni private, oltre a fotografie realizzate anche mediante l’impiego di droni. L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività di valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino, restituendo alla collettività un’opera di grande valore simbolico e culturale.

[f.v.]

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