Slovenia, 2% del Pil nella Difesa entro il 2025. Summit Nato a giugno

11.05.2025 – 07.01 – C’è budget per gli armamenti. La Slovenia ha infatti dato il via a un massiccio riarmo, finalizzato a livello ufficiale dagli ultimi piani del governo. Lubiana ha pianificato di raggiungere l’obiettivo finale della Nato di una spesa pari al 2% del Pil entro il 2025, con un anticipo di un quinquennio rispetto alla soglia ufficiale. Ciò sarà in teoria possibile utilizzando investimenti dalla duplice utilità: in parte militari, in parte civili. Dal 2025 la spesa per la difesa continuerà a crescere di 0,2 punti percentuale fino al 2030, dove si prevede una spesa del 3%. Quest’impegno, notevole per un piccolo paese quale la Slovenia, è stato ufficializzato con una risoluzione sulla pubblica sicurezza dello scorso 8 maggio.

Il potenziamento della difesa è stato attuato tramite cinque pilastri: maggiori risorse all’esercito, rafforzamento dell’industria militare, irrobustimento delle infrastrutture utilizzabili anche in caso di conflitto, rafforzamento della sanità pubblica, potenziamento di tecnologie spaziali e cyber sicurezza. È chiaro come l’obiettivo verrà raggiunto presentando quali militari opere infrastrutturali in realtà civili, quali ospedali e strade.
“Il governo ritiene che la sicurezza possa essere garantita non solo dall’acquistare armi, ma dal coinvolgere quante più persone possibili nel sistema di difesa, sicurezza e resilienza nazionale” ha infatti commentato il premier Robert Golob.
Un esempio di questa strategia è il sistema stradale: verranno impiegati circa 221 milioni, il 30% del budget della difesa, onde rifare le strade. Formalmente queste infatti contano in larga parte come “trasporto Nato”. E non diversamente si intende agire per alcuni ospedali, a partire da un nuovo centro medico nazionale per le emergenze a Lubiana.
Un discorso molto simile vale per la cyber sicurezza: la Slovenia pianifica infatti di avere sette satelliti dual-use, tanto per uso civili quanto militari, come rimarcato dal ministro Igor Papič.
L’intero elaborato sistema potrebbe essere un esempio – se avrà successo – di come aumentare le spese militari senza detrarre risorse pubbliche dallo stato sociale; basterebbe ri catalogare molto lavoro infrastrutturale come militare. No, quel ponte non sta venendo riparato e rinforzato perché deve reggere il peso dei camion, ma quale infrastruttura strategica per il passaggio dei tank; quell’ospedale che necessitava da tempo di un lifting verrebbe ora adeguato come infermiera da campo, parte della struttura bellica. E così via, sperando di convincere la Nato, il cui prossimo summit sarà proprio a giugno.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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