Rigoletto trionfa al Teatro Verdi con uno straordinario protagonista

17.05.2025 – 18:30 – Se esiste qualcosa che si avvicina con buona approssimazione alla mitologica “voce verdiana”, questa sta nella gola di Amartuvshin Enkhbat: timbro scuro e pastoso, omogeneità e rotondità di emissione, duttilità, volume, ampiezza, estensione e ricchezza di armonici. Insomma il baritono mongolo, al suo debutto sul palco del Teatro Verdi di Trieste, si conferma un fenomeno tecnico-vocale e interpretativo generazionale, probabilmente “il” Rigoletto di riferimento dei giorni nostri. Va da sé che un simile materiale, messo nelle mani di un maestro che ama e cura il canto come Daniel Oren, abbia modo di esprimersi al meglio delle proprie possibilità, cesellando ogni singola parola e gradazione dinamica in un’interpretazione che non spreca una sola nota e che restituisce la figura del buffone verdiano in ogni sua sfumatura e contraddizione.

È un lavoro, quello del direttore, che ovviamente si apprezza anche sull’orchestra, che suona splendidamente, e sul resto del cast, a partire dalla Gilda di Sabina Puértolas, che rifinisce con raffinatezza sia il “Caro nome”, sia soprattutto un “Tutte le feste al tempio” ricamato in pianissimo, a preparare un climax di tensione che esplode nella cabaletta “Sì, vendetta”, bissata a furor di popolo. Convince anche il Duca di Mantova di Galeano Salas soprattutto grazie a un registro acuto schietto e facile. Accanto a Carlo Striuli, un roccioso Sparafucile, e a Martina Belli, che riesce a cavare dettagli sorprendenti da un personaggio come Maddalena che viene troppo spesso sbozzato con l’accetta, l’ottimo cast si completa con una serie di parti di fianco che sono un vero e proprio lusso, dal Monterone di Gabriele Sagona al Marullo di Fabio Previati, passando per la Giovanna di Carlotta Vichi.

Lo spettacolo firmato da Vivien Hewitt rientra nell’alveo della consolidata tradizione, dunque espone un Rigoletto da immaginario collettivo, sia in scene e costumi vagamente “all’antica”, sia in una recitazione che ha l’obiettivo primario di illustrare la vicenda senza disturbare troppo la parte musicale. Chiaramente l’approccio statico e “canto-centrico”, con bis e con tutte le puntature di tradizione, non è lo stato dell’arte in materia di teatro d’opera, eppure, se c’è un caso in cui questa visione ha ancora diritto di cittadinanza, è proprio allorché si riserva all’esecuzione canora e strumentale un’attenzione così capillare.

Successo trionfale per tutta la compagnia con ovazioni a indirizzo del protagonista, sia a scena aperta, sia alle chiamate finali. Rigoletto va in scena fino sul palco del Verdi di Trieste fino al 25 maggio e sarà portato in trasferta al Giovanni da Udine sabato 31. Tutte le info sul sito.

Ultime notizie

Dello stesso autore