26.05.2025 – 12.52 – Oltre a quelli sequestrati di recente, nel corso della seconda fase delle indagini sulla morte di Liliana Resinovich, altri coltelli del marito e unico indagato Sebastiano Visintin sono finiti nel mirino della Procura. Sono tre lame che Sebastiano Visintin – indagato per l’omicidio volontario della moglie – oltre due anni fa aveva regalato a un conoscente, in Toscana. Quest’ultimo sarebbe un professionista che, appresa la notizia del sequestro di un ingente numero di coltelli e forbici in casa di Visintin nel corso della perquisizione dello scorso 8 aprile, ha scritto alla pm titolare dell’inchiesta, Ilaria Iozzi, della Procura di Trieste per rendere noto di aver ricevuto in regalo due anni fa i tre coltelli. L’uomo è stato dunque convocato negli uffici della Squadra Mobile, gli sono state rivolte domande sul rapporto con Visintin e poi sono stati sequestrati i coltelli. Sul corpo di Liliana non vi sono ferite da armi da taglio. A giorni, la gip Flavia Mangiante deciderà sull’assunzione con incidente probatorio della testimonianza di Claudio Sterpin.
Intanto, ai microfoni di Tele4, Sebastiano Visintin ha dichiarato: “No non ho niente a che fare con la morte di Liliana, assolutamente, e sono felice di essere qua a Trieste, ho trovato una città meravigliosa, sono venuto qua nel 1995″. L’uomo, è stato intervistato mentre era alla guida della sua auto rispondendo se è stato lui a uccidere la moglie. Alla domanda se si sente già condannato, ha risposto “no assolutamente, vivo alla giornata, non penso a ieri non penso a domani. Se ci sarà il processo io sono qua, sono a disposizione”. Io “sto vivendo un dramma da tre anni e mezzo che non auguro a nessuno, però, come dicevo a Liliana, la vita è bella”.
[e.b.]


