Direzione investigativa antimafia, nel 2024 in Fvg imprese edili vicine ad organizzazioni mafiose e bande attive nel traffico di droga

28.05.2025 – 9.00 – L’attività economica regionale, nonostante la crisi globale, non ha subito un particolare indebolimento rispetto alla ripresa dei primi mesi del 2023 frutto, soprattutto, dei risultati positivi derivanti dagli investimenti per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali. I finanziamenti a opere pubbliche sono una forte attrattiva per le mafie ma la prevenzione ha fatto emergere la presenza di imprese, edili prevalentemente, vicine a organizzazioni mafiose (soprattutto ‘ndrangheta), inserite nella filiera dell’appalto, non attraverso il regolare utilizzo dei sub affidamenti ma con distacchi di proprio personale presso la ditta aggiudicataria del lavoro pubblico, risultati in non pochi casi irregolari. E’ quanto risulta dalla relazione dell’attività della Direzione investigativa antimafia in Fvg nel 2024. Da alcune indagini risultano operative bande, anche straniere, attive nel traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, estorsioni, riciclaggio. Di solito gruppi non stanziali, ma comunque riconducibili alle tradizionali matrici mafiose di ‘ndrangheta, cosa nostra, camorra e criminalità pugliese, i cui interessi erano rivolti nell’immobiliare, nella ristorazione, edile, estrattivo e trasporto in conto terzi. Tra le operazioni, si ricorda che il 22 gennaio 2024 i Carabinieri di Trieste hanno arrestato in flagranza 2 kosovari pregiudicati, responsabili di estorsione ai danni di un imprenditore connazionale, residente in città.

Il 18 maggio 2024, nell’ambito dell’operazione “Chinese shuttles”, la Polizia ha disarticolato a Trieste un’organizzazione criminale cinese che gestiva l’ingresso irregolare di connazionali in Italia e in altri Paesi europei, attraverso la “rotta balcanica”. Le indagini hanno consentito di individuare 77 stranieri irregolari, tra questi anche molte donne e alcuni minori, trasportati in auto da Serbia, Bosnia-Erzegovina, Croazia e Slovenia fino al confine italiano. Neanche a Gorizia, come nel resto della Regione, ci sono forme stanziali di criminalità mafiosa, ma la vivacità economica potrebbe attirare. Il 6 febbraio 2024, nell’ambito dell’ operazione “Nebrodi 2” sui clan BATANESI e BONTEMPO SCAVO di Messina, è stato rintracciato a Gorizia un imprenditore, attivo dal 2018 nel territorio isontino nella coltivazione di prodotti agricoli e della produzione di energia, destinatario della misura cautelare della sospensione delle attività imprenditoriali. Nel 2024 il Prefetto di Gorizia ha emesso due comunicazioni interdittive antimafia nei confronti di altrettante persone. Gorizia e la sua provincia restano una delle porte d’ingresso in Europa per stranieri irregolari. In provincia di Pordenone, dato il buon tessuto economico, spesso si assiste a un pendolarismo criminale che porta soggetti, affiliati o vicini alle mafie italiane, a estendere i propri affari illeciti in questa provincia.

[e.b.]

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