Intelligenza artificiale applicata alla sanità, il caso di MARE Techno Park a Venezia

07.04.2025 – 07.01 – Si discute e si scrive molto sull’arte applicata all’intelligenza artificiale o se l’IA sappia creare arte – entrambe domande che presuppongono un’autocoscienza, da parte dell’odierna IA, impossibile per le odierne strisce di algoritmi. Tuttavia si scrive molto meno a proposito delle applicazioni dell’IA all’architettura. Prova a esplorare questo ‘brave, new world‘ la 19esima Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia. Infatti, proprio all’interno dell’esposizione ‘Intelligent Venice; la più antica città del futuro‘, a cura della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF), è stato approfondito il ruolo di MARE TechnoPark, un polo tecnologico dedicato alla ricerca di soluzioni sanitarie comprendenti l’utilizzo dell’IA. L’ambiente non è dopotutto così lontano dalla Trieste scientifica e dalle start up del Friuli Venezia Giulia; da tempo il cross over nell’ambito della rivoluzione 4.0 è evidente.
La presentazione di MARE, la quale aveva già avuto una preview lo scorso settembre 2024, è apparsa fin dall’inizio naturale considerando come il tema della Biennale sia per il 2025 ‘Intelligens. Natural. Artificial. Collective‘. Il binomio è ormai familiare, era stato proposto anche durante la nuova cattedra in IA dell’Università di Trieste: intelligenza artificiale, ma senza rinunciare alla sostenibilità; a favore del singolo, ma con uno sguardo alle ripercussioni sulla società. L’obiettivo appare d’altronde ambizioso: trasformare Venezia, tramite il MARE Techno Park, nella capitale dell’eHealth, della sanità 2.0, ‘intelligente’.

Il progetto, ormai in corso da due anni e seguito dai media della laguna, in primis Venezia Today, prevede di ri utilizzare il dismesso Ospedale al Mare presso il Lido, trasformandolo nel campus MARE. Vi lavoreranno 900 ricercatori intenti ad applicare, in modo innovativo, l’IA alla sanità. Sotto il profilo architettonico circolano render dell’architetto Alberto Torsello dove, in apparenza, il vecchio edificio viene trasformato in un campus proteso al futuro, conservando però l’ossatura secolare, l’identità veneziana. Il primo partner finora presentato è CompuGroup Medical Italia (CGM Italia), una punta di diamante del software sanitario in Italia. L’obiettivo, accanto alla ricerca di base, è anche avere un incubatore di start-up nell’ambito sanitario, rivolto anche all’estero. E se questo è l’elemento umano, se vogliamo il software dell’equazione, sotto il profilo dell’hardware, di cosa romba sotto il cofano troviamo una massiccia dose di dati, unica per quantità, relativi all’ambito medico, immessi in un motore di IA apposito, dal quale trarre possibili applicazioni.
A livello di spazi CGM prevede non solo uffici e laboratori, ma una cittadella della scienza auto sufficiente, con 200 appartamenti, un asilo nido, un bar, un teatro, una palestra e diversi ristoranti. Evidente, on passant, anche l’indotto di un simile recupero. Oltre all’archivio di dati medici e al sistema IA, si prevede anche di concentrare il proprio focus sulla commercializzazione di queste applicazioni.
Il paragone, secondo Frank Gotthardt, fondatore di CGM e ideatore del progetto MARE, è col ruolo marinaro di Venezia: come nel passato aprì a nuove rotte commerciali, ora MARE aprirà nuove strade e lancerà nuovi ponti verso l’inesplorato.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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