09.04.25 – 08:00 – Piatto tipico della cucina friulana, i cjarsòns (conosciuti anche come cjalsòns o cjalzòns) sono particolarmente apprezzati nelle zone della Carnia. Nonostante ciò, questa pietanza rappresenta in generale l’identità del Friuli Venezia Giulia.
Il nome cjarsòns deriva dal friulano cjals ovvero ‘calzoni’, immagine che fa riferimento alla loro forma. Sono infatti dei piccoli fagotti ripieni, una sorta di raviolo sia in versione dolce che salata, la cui ricetta varia da famiglia e famiglia e a seconda della zona regionale e della tradizione.
Il ripieno dei cjarsòns può essere composto da frutta secca come noci, uvetta e pinoli, cioccolato o cacao, ricotta o marmellata, oppure nella variante salata con pane raffermo ammollato nel latte, patate, formaggi (meglio se di malga) e spinaci o verdure simili.
L’impasto, invece, è semplice, fatto con farina, acqua e uova, simile a quello dei classici ravioli. Una volta formati, i cjarsòns vengono lessati in acqua salata e serviti con diversi condimenti, tra cui burro fuso, ricotta affumicata, zucchero a velo e cannella.
Una curiosità: la ricetta più antica dei cjarsòns risale al XV secolo, scritta dal cuoco del Patriarca di Aquileia Maestro Martino e riportata con il nome di ‘caliscioni’ nel ‘Libro de arte coquinaria’. Sul sito ufficiale di ‘Io sono Fvg’ è possibile seguire la ricetta del comune di Timau, enclave germanofona nel comune di Paluzza.
Ma quando si mangiano i cjarsons? In passato erano un piatto festivo, preparato in occasioni speciali come il Natale, la Pasqua o i matrimoni. Oggi, grazie alla riscoperta della cucina tradizionale, si possono trovare in qualsiasi momento in molte trattorie friulane e sono diventati un simbolo della gastronomia regionale da gustare in ogni periodo dell’anno.
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