14.03.2025 – 11:57 – Il colpo si sente, ma non fa crollare l’impalcatura. Dopo due anni di crescita trainata dagli effetti post-pandemia, la filiera italiana del legno-arredo tira il fiato: nel 2024 il fatturato cala del 3,1%, fermandosi a 51,6 miliardi. Il Friuli Venezia Giulia, storica locomotiva dell’export con 2 miliardi di valore annuo, si ritrova nel mezzo di una fase di consolidamento. A preoccupare non è solo il dato, ma il contesto. In Europa Francia e Germania arrancano, mentre si teme l’arrivo di prodotti cinesi a prezzi compressi in seguito ai dazi americani. Il macrosistema legno, ad esempio, che rappresenta la spina dorsale della filiera, ha chiuso l’anno con una flessione del -5,6%, mentre l’arredamento ha limitato le perdite a -2,5%. Il Friuli, dove l’export incide per un 47,5% sul PIL regionale, non può permettersi l’immobilismo.
Gli Stati Uniti crescono del +3,5% e diventano il riferimento strategico per chi vuole smarcarsi dalla dipendenza europea. Una chiamata alla quale il Friuli Venezia Giulia intende rispondere con strumenti concreti. Il primo si chiama “Export legno arredo 2025”: un bando da 1,4 milioni che la Regione lancerà entro maggio. Finanziamenti fino al 60% per chi investe in promozione, certificazioni, fiere, contratti di rete. Non un salvagente, ma, quasi sicuramente un trampolino.
Dietro l’iniziativa c’è la regia di Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, che spinge per una rete di “antenne per l’export” nei mercati più dinamici: Stati Uniti, Medio Oriente, Asia. Un’idea che affonda le radici nella più ampia Agenda FVG Manifattura 2030, già dotata di 107,5 milioni e con in cantiere altri 11 bandi industriali. Obiettivo dichiarato: ridurre la dipendenza dalla Germania e aprire nuovi corridoi di crescita.
Nel frattempo, a Milano si lavora già alla prossima edizione del Salone del Mobile, e mai come stavolta l’evento si carica di significato. “C’è bisogno del Salone”, ha detto Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. Non solo come vetrina, ma come spazio per fare sistema, tenere viva l’attenzione internazionale, ritrovare fiducia.
Le imprese dell’FVG anche quest’anno ci sono state, e non solo con gli stand. A Manzano si prepara l’Advanced Design Factory, centro di prototipazione avanzata cofinanziato con 6,5 milioni di euro. Il Cosef e il Cluster Arredo FVG lo vogliono operativo il prima possibile. Non un’operazione di marketing, ma un’infrastruttura industriale.
In mezzo alla frenata, non mancano le eccezioni. Molteni chiude il 2024 con un +10%, Dexelance cresce sul contract di fascia alta, Colombini investe 15 milioni in AI e retail. Segnali che il potenziale c’è, se il mercato viene letto con lucidità.
La vera sfida oggi non è resistere: è scegliere dove andare, prima che lo decidano altri. Riuscire sempre a essere un passo avanti.
[c.v.]


