15.03.2024 – 12.23 – Controllo attivo del vicinato, anche a Trieste, sul modello di città come Treviso, Venezia, Ravenna. Centra il punto, l’On. Nicole Matteoni di Fratelli d’Italia, nel sottolineare la trasformazione verificatasi negli anni della realtà soprattutto sociale di Trieste, con la scomparsa di figure di quartiere come il vecchio “capocasa”, che era, ricorda Matteoni, “non solo nei grandi complessi residenziali come quelli Ater ma in modo diffuso, e punto di riferimento non solo per ciò che riguardava la gestione del condominio ma anche di guardiano informale attento a ciò che accadeva nel cortile e fra i giovani. In contatto con altri capicasa impegnati allo stesso modo, nonché con le Forze dell’ordine quando occorreva”.
Il controllo attivo del vicinato è uno strumento di prevenzione della criminalità che presuppone la partecipazione dei cittadini residenti nei quartiere, e una più stretta e attiva collaborazione con le Forze dell’ordine. “È una strategia”, quella in cui questa mozione si inserisce, “che abbiamo voluto chiamare ‘Quartieri al centro’, che abbiamo varato nel 2023 come Fratelli d’Italia”, spiega Claudio Giacomelli. “Viviamo un grandissimo sviluppo turistico, economico e per certi versi anche urbanistico nel centro città” che si sposta via via verso il mare; questi cambiamenti “non devono far dimenticare i quartieri dove vive la maggior parte dei triestini”. In Regione Friuli-Venezia Giulia “siamo riusciti in due anni a spostare più di 5 milioni di euro sui quartieri del Comune di Trieste”, più le progettualità dell’area ora di Porto Nuovo, “e oggi presentiamo questa proposta grazie ai nostri gruppi circoscrizionali, una proposta di sicurezza ma anche di cittadinanza attiva. È una delle chiavi per rendere le persone più vicine, assieme al grandissimo lavoro delle nostre Forze dell’ordine, che ha dato importanti risultati”.
Ignazio Vania, ideatore della mozione, capogruppo di Fratelli d’Italia della Quarta circoscrizione – quartieri di San Vito, Città Vecchia e centro città – ricorda come la stessa sia scaturita da richieste dirette della cittadinanza. “I cittadini ci chiedono di poter usufruire di strumenti d’ausilio alle Forze dell’ordine” e di comunicazione con l’amministrazione pubblica. “Il controllo di vicinato non è altro che una collaborazione, un affiancamento alle stesse. Non ci sono ronde, non ci sono sceriffi o interventi diretti: è un controllo basato sul sentito giornaliero, sull’attenzione a ciò che avviene normalmente all’interno del proprio quartiere, in maniera regolamentata. Il coordinatore sarà in contatto diretto con le Forze dell’ordine, si pensa alla Polizia locale evitando la dispersione di informazioni e segnalando le necessità. È sperimentale, ed è un servizio destinato a tutti che in altre città come Venezia e Ravenna, che hanno già attivato questo servizio, ha portato risultati”. Bruno Fuligno, capogruppo di Fratelli d’Italia della Settima Circoscrizione – rioni di Valmaura, Borgo San Sergio, Chiarbola e Servola, Altura – spiega come si intenda “questa iniziativa come una freccia nell’arco per far sì che la cittadinanza abbia delle garanzie in più. Le persone hanno paura e bisogno di sicurezza; questa sperimentazione darà un aiuto e potrà rendere la cittadinanza stessa più attiva”. “È la socializzazione stessa”, secondo Matteoni a Trieste in modo particolare e in tutto il paese, “a essere cambiata. Le comunità locali erano prima più unite”, e più numerose rispetto alle famiglie di una sola persona di oggi, “e c’è, ora, il grande problema degli anziani soli. Le relazioni familiari in questo momento sono molto fragili. Le motivazioni che fanno nascere questa necessità di controllo sono molte. Cerchiamo quindi, come Fratelli d’Italia, di dare una risposta non solo sulla sicurezza ma anche sociale”.
Non trascura, la mozione di Fratelli d’Italia, di indirizzare già subito e con l’intenzione di maggiori sviluppi nel prossimo futuro, la problematica del degrado urbano in zone centrali come Largo Barriera e le vie circostanti – via Vidali, via Foscolo fino alla Piazza Perugino per esempio – un tempo centro economico cittadino ora trasformatosi con lo spostamento di molte attività verso il mare. “Quando si ha la collaborazione dei cittadini”, spiega Vania, “si collabora sì sulla sicurezza e sull’evitare che in casa ci siano i ladri, ma si fa anche in modo che il passaggio cittadino delle persone contribuisca a individuare le auto abbandonate, le luci della strada e i semafori che non funzionano, le aree in degrado e tutte quelle cose e situazioni” che fanno parte della vita quotidiana e che possono essere incanalate in un’azione di controllo attivo che solleciti l’amministrazione pubblica. Il quotidiano cittadino migliora”. “Il Comune”, aggiunge Giacomelli, “sta investendo molto in questo e c’è già un progetto per strade e illuminazione. Come gruppo regionale di Fratelli d’Italia inoltre siamo riusciti a far avere a Trieste l’attenzione e il sostegno economico per la rigenerazione urbana”.
La mozione per il controllo del vicinato inizia ora il suo percorso di approvazione con la trasmissione della mozione al Comune di Trieste; “è arrivata alla Giunta Comunale, e con la sua accettazione”, conclude Claudio Giacomelli, “e sono ottimista, inizierà l’iter di regolamentazione interna. Il Comune di Trieste ha un ruolo centrale: penso alla centralità dell’individuazione della figura del coordinatore, che sarà a rotazione”.
[r.s.]


