26.03.2025 – 10.40 – Il 19 marzo è stato molto discusso in Aula il disegno di legge n. 44 sulla presenza di minori stranieri non accompagnati in Regione. Ritenendo insufficienti le misure presenti a livello nazionale sul tema rispetto alla situazione locale attuale, l’assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione, Pierpaolo Roberti, pone con fermezza dei nuovi paletti sull’immigrazione: ‘Sostanzialmente non permetteremo più che minori stranieri non accompagnati di competenza di altre regioni arrivano in Friuli Venezia Giulia. Giovani che, tra l’altro, hanno creato i maggiori problemi di ordine pubblico nelle nostre città’. Il focus è sui centri di accoglienza: le nuove strutture dovranno aspettare l’autorizzazione della Regione, che terrà in considerazione i posti già disponibili, la localizzazione di strutture preesistenti, e il reale fabbisogno di accoglienza.
Su questo punto si tende alla chiusura, dove l’obiettivo è non accogliere altri minori stranieri provenienti da altre regioni, ma concentrarsi sui minori di propria competenza territoriale. Il DDL, approvato dalla maggioranza, viene presentato come confacente alle necessità dei cittadini, dal momento che la presenza di questi centri impatta la quotidianità tanto nei piccoli Comuni, quanto nei grandi centri urbani.
Dall’altra parte, i rappresentanti dell’opposizione guardano a questa manovra come il tentativo di propaganda, ideologica nei confronti di una minoranza, ed elettorale, in vista delle Comunali di Monfalcone. ‘È una norma che ha una valenza puramente propagandistica perché non propone i criteri ma solo dichiara che ci saranno’, ha commentato Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.
Parla così la Consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), dichiarandosi fermamente contraria: ‘In perfetta linea con la precedente proposta di legge nazionale sul niqab, quello al quale abbiamo assistito oggi costituisce un ulteriore intervento ideologico. La nostra Regione, infatti, non può prevedere un tetto sugli arrivi di questi giovani soggetti e, a stabilirlo, è la legge 47/2017 che indica con precisione che i minori stranieri non accompagnati non possono essere respinti. Questi soggetti hanno altresì il pieno diritto di essere correttamente identificati e poi collocati in una struttura di prima accoglienza’.
Ma l’emendamento tocca altre facce dell’immigrazione: nelle Prefetture si prevede l’attivazione di tirocini extracurricolari formativi e di orientamento verso le commissioni territoriali, il cui scopo è quello di migliorare le competenze amministrative e giuridiche da applicare in questo ambiente.
I dibattiti e gli interventi in Aula sono stati molto accesi, considerando l’impatto umano che hanno le storie sull’immigrazione, soprattutto dei più giovani. Guardando i dati del rapporto ‘Nascosti in Piena Vista’ di fine dicembre di Save the Children tra il 2014 e il 2024 sono arrivati in Italia, da soli, via mare, 127.662 under 18 stranieri non accompagnati. Si tratta in prevalenza di adolescenti e preadolescenti, ma in alcuni casi anche di bambini, con una media di 11.600 arrivi l’anno. Nel sistema di accoglienza e protezione del nostro Paese sono presenti 19.215 minorenni stranieri soli: oltre il 75% ha tra i 16 (23,75%) e i 17 anni (52,15%), il 13,66% tra 7 e 14 anni e solo l’1,65% è nella fascia 0-6 anni.
Roberti invita alla collaborazione di tutte le parti, con la consapevolezza di avere tra le mani un tema delicato, la cui gestione non può essere calata dall’alto, ma deve essere condivisa e responsabile, dove viene riconosciuto il dovere delle istituzioni di porre limiti e regole.
[a.c.]


