08.03.2025 – 14.51 – L’appello si è tramutato in un grido di aiuto; in piazza, per le istituzioni. Un centinaio circa di lavoratori sono scesi stamane in Piazza Unità, al cospetto del Palazzo Municipale, per manifestare contro lo stato di crisi della Ublox Italia, la multinazionale svizzera impegnata nei prodotti della comunicazione cellulare che dallo scorso 14 gennaio, tramite una mail, ha annunciato lo stato di liquidazione e la conseguente procedura di licenziamento dei circa 190 dipendenti della sede di Sgonico. Un presidio animato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria che ha inoltre accolto esponenti della Flex (ora Adriatronics) e della Tirso, le altre realtà territoriali in campo industriale alle prese con le ombre dei licenziamenti di massa.
La Ublox vive attualmente uno stato di stallo. Dopo l’incontro della scorsa settimana con l’Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, le forze sindacali a fianco della industria triestina saranno impegnati a breve in ulteriori incontri con le istituzioni. Già, e a quali fini?: “Avere intanto maggiore chiarezza – ha precisato Dario Antonaz, uno dei vari delegati USB scesi stamane in piazza – la procedura di licenziamento è in atto ma allo stesso tempo l’industria promette di supportare il mercato sino al 2028. Non si capisce bene la direzione presa, sembra quasi in contrasto nelle dichiarazioni, Per questo – ha aggiunto – chiediamo non solo solidarietà ma un deciso appoggio di Regione e Governo”.
Uno stralcio significativo di solidarietà è intanto giunto dall’Università di Trieste. L’Ateneo del capoluogo supporta infatti le istanze dei lavoratori della Ublox, lo ha fatto con un comunicato ufficiale e lo ha ribadito stamane in piazza, durante il presidio, con le parole al megafono proferite da Alberto Carini, docente di Elettronica al Dipartimento di Ingegneria ed Architettura: “ Dobbiamo ribadire a gran voce che la Ublox Italia rappresenta un modello, una vera eccellenza – ha sottolineato l’accademico – parliamo di competenze che non vanno disperse, di tecnici altamente specializzati in produzione elettroniche di alto livello e soprattutto votate alla innovazione nel settore. Le errate manovre aziendali – ha aggiunto Alberto Carini – non devono cancellare questa grande realtà produttiva del territorio”.
Lo “spot” dell’Università potrebbe non bastare. Oggi si “festeggiava” l’8 marzo, una “Giornata delle Donne” colorata stamattina in Piazza Unità da poche inutili mimose e molte incertezze. La crisi della Ublox, unitamente a quelle della Tirso e della Flex, ripone infatti l’accento sulla situazione lavorativa femminile, uno stato, hanno ribadito i manifestanti: “Che deve renderci consapevoli che le lavoratrici nelle situazioni di crisi rischiano di essere le più penalizzate”.
[f.c]


